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Intelligent Design, pensaci

«Il codice neurale è spesso paragonato al codice macchina del sistema operativo di un computer digitale. Come i transistor, i neuroni funzionano da interruttori, o porte logiche, che ricevono ed emettono impulsi elettrochimici, chiamati potenziali d'azione, che assomigliano alle unità base di informazione nei computer digitali. Ma la complessità del cervello surclassa quella di qualsiasi computer esistente. Tipicamente il cervello contiene circa 100 miliardi di cellule, quanto sono le stelle della galassia Via Lattea. Ogni cellula è collegata per mezzo delle sinapsi ad altre 100.000 cellule. Le sinapsi tra le cellule funzionano grazie ad ormoni e neurotrasmettitori che modulano la trasmissione dei segnali, e le sinapsi continuamente si formano e si dissolvono, indebolendosi e rafforzandosi in risposta a nuove esperienze. Considerando che ogni sinapsi processi un potenziale di azione per secondo e che queste transazioni rappresentino l'output computazionale cerebrale, allora il cervello effettua almeno dieci elevato alla ventiquattro operazioni al secondo, almeno mille volte di più dei più potenti supercomputer.»  -- Horgan, J. 2004. The Myth of Mind Control, Discover, vol. 25, no. 10. Siccome i computer più avanzati mai progettati dall'uomo sono mille volte meno complessi ed efficienti del cervello umano, non è logico concludere che anche il cervello sia il prodotto di una capacità progettuale esterna avente uno scopo ben preciso in mente? Come dice opportunamente un proverbio cinese: se il cervello fosse semplice potremmo capirlo, ma se fossimo così semplici non potremmo.

 

 

Sei veramente solo un accidente cosmico?

Le scoperte degli ultimi decenni in cosmologia, matematica, fisica e biologia puntano tutte alla stessa innegabile conclusione. Il nostro universo è stato calibrato con precisione per la vita, un'opera di ingegneria che supera la comprensione e l'immaginazione umane. Sebbene Carl Sagan ed altri abbiano cercato di convincerci che non siamo niente di più del risultato di un accidente cosmico, i fatti della scienza ci dicono il contrario: «Quando iniziai la mia carriera come cosmologo circa venti anni fa, ero un convinto ateo. Non avrei mai lontanamente immaginato che un giorno avrei scritto un libro allo scopo di mostrare che gli assunti basilari della teologia cristiana sono veri, e che sono deduzione dirette delle leggi della fisica come le conosciamo adesso. Sono stato condotto a queste conclusioni dalla logica inesorabile dalla mia stessa branca della fisica.» -- Frank Tipler, 1994. The Physics Of Immortality. New York, Doubleday, Preface. (Professore di Fisica Matematica)

 

 

Darwin la pensava diversamente?

Se Charles Darwin fosse con noi oggi sarebbe probabilmente un grande fan dell'Intelligent Design e ci incoraggerebbe a dibattere la controversia in base a questa citazione dal suo libro "Sull'origine delle specie":  «Sono ben conscio che non c'è neanche un punto discusso nel mio libro circa il quale non si possano addurre fatti, che spesso conducono apparentemente a conclusioni diametralmente opposte a quelle a cui sono giunto. Una conclusione giusta potrebbe essere ottenuta soltanto soppesando e bilanciando i fatti su entrambe le risposte ad ogni domanda, ciò che qui non si può fare adesso.» -- Charles Darwin, Introduzione, "Sull'origine delle specie", 1859.

 

 

Una freccia è progettata, perché il DNA no?

Gli archeologi hanno usato i principi dell'intelligent design per anni. Un archeologo trova un manufatto e si chiede: è un risultato della natura o ci sono segni o caratteristiche che indicano un'intelligenza alla sua origine? I teorici dell'intelligent design stanno ora applicando gli stessi principi scientifici alla biologia e alla cosmologia. Ci sono processi naturali che possano produrre il contenuto di informazione trovato nel DNA, o il fine-tuning dell'universo?

I pilastri del naturalismo: Freud è morto, Marx è morto, e Darwin non sta molto bene.

Sigmund Freud, Karl Marx e Charles Darwin sono considerati i pilastri del moderno pensiero occidentale. Essi erano diversi sotto molti aspetti ma avevano una cosa in comune, erano dei riduzionisti per i quali i più elevati piani dell'esistenza potevano essere spiegati a basso livello dalle semplici cause naturali. Essi sono stati i pilastri del naturalismo. Ma le loro idee sono state messe alla prova durante il ventesimo secolo e hanno fallito. Freud è stato il primo a cadere. Incidenti in carriera mettono in discussione sia la sua integrità che la sua competenza scientifica, e la psichiatria sembra aver fatto più progressi tramite la medicina che attraverso la psicanalisi Freudiana. Il collasso dell'Unione Sovietica ha inflitto un duro colpo al Marxismo, che ora si pensa non solo di aver fallito nel mettere in pratica l'utopia che aveva promesso ma anche di aver creato una tirannia inumana. Darwin è l'ultimo rimasto, ma la sua teoria si sta rapidamente sgretolando man mano che le moderne scienze biologiche rivelano le stupefacenti complessità progettuali che non possono spiegarsi col meccanismo Darwiniano delle mutazioni casuali e della selezione naturale. Questo ha condotto un giorno Phillip Johnson a riassumere la situazione con la famosa frase suddetta.

 

 

La Mente precede la materia

Nel XIX secolo pensavamo che ci fossero solo due entità nella scienza: materia ed energia. All'inizio del XXI secolo ci stiamo rendendo conto che c'è una terza fondamentale entità, l'informazione. Essa non è riducibile né alla materia né all'energia. Tutte le teorie escogitate nel XX secolo per ridurre l'informazione alla materia - come l'origine casuale della vita, l'auto-organizzazione della materia, la teoria biologica dell'evoluzione che ha cercato di spiegare l'informazione genetica delle specie tramite il meccanismo di mutazione e selezione naturale - hanno fallito. Il Professor Phillip Johnson, uno dei più eminenti critici del Darwinismo, ha scritto: «La vera dualità ad ogni livello biologico è la dualità fra materia ed informazione. I filosofi della mente non riescono a capire la vera natura dell'informazione perché pensano che sia prodotta da un processo materiale (cioè Darwiniano) e quindi che non sia qualcosa di fondamentalmente differente dalla materia. Ma questo è solo un pregiudizio che è spazzato via da un analisi non di parte» -- Phillip E. Johnson, The Wedge of Truth: Splitting the Foundations of Naturalism , Intervarsity Press, Illinois, 2000, p. 123.  Come Johnson afferma, "l'informazione non è materia, sebbene sia impressa nella materia.  Essa viene da un'altra parte, da un'intelligenza..."

Il Dr. Werner Gitt, direttore e professore al German Federal Institute of Physics and Technology, si è espresso allo stesso modo: «Un sistema di codifica comporta sempre un processo intellettuale non materiale. La materia fisica non può produrre un codice di informazione. Tutte le evidenze mostrano che qualsiasi porzione di informazione rappresenta uno sforzo mentale e può ricondursi ad un ideatore che esercita il suo libero arbitrio, e che è dotato di una mente intelligente... Non c'è legge di natura, nessun processo e nessuna sequenza di eventi che possa far si che l'informazione sia si auto-generi nella materia.» -- Werner Gitt, In the Beginning Was Information, CLV, Bielefeld, Germany, pp. 107, 141. Quindi la sorgente dell'informazione in natura non può essere la materia stessa, come i materialisti affermano. La sorgente di informazione non è la materia, bensì una Mente sovra-materiale. Questa Mente esiste prima della materia, ed ha creato, formato e organizzato l'intero universo materiale.

 

 

Se sembra progettato, forse lo è.

Il meccanismo sensoriale e motore del batterio E. coli consiste di una serie di recettori che iniziano con il rilevare le concentrazioni di una varietà di composti chimici. Componenti successivi estraggono l'informazione da questi sensori che a sua volta è usata come input di un meccanismo di rilevamento di gradiente. L'output di questo meccanismo serve a pilotare un insieme di motori a protoni rotativi reversibili a torsione costante che trasferiscono la loro energia attraverso un asse motore microscopico per ruotare un flagellum elicoidale ad una velocità da 30.000 a 100.000 giri al minuto. Questo sistema altamente integrato permette al batterio di muoversi ad una velocità di circa dieci volte la lunghezza del suo corpo al secondo. C'è qualcuno che ha forse richiesto il brevetto per questa cosa?

 

 

Intelligent Design Theory: lo studio di caratteristiche in natura che sono meglio spiegate come opera dell'intelligenza

«L'Intelligent Design Theory inizia con una domanda apparentemente innocua: possono gli oggetti, anche se non si sa niente circa la loro origine, esibire caratteristiche che rivelino in maniera certa l'azione di una causa intelligente? Per vederci chiaro pensate al Monte Rushmore [dove sono stati scolpiti i "padri" degli Stati Uniti]L'evidenza nel caso del Monte Rushmore è lampante. È la testimonianza visiva che lo scultore Gutzon Borglum ha speso la maggior parte della sua vita nel progettare e costruire questa struttura. Ma cosa succederebbe se non ci fosse questa evidenza nel caso del progetto del Monte Rushmore? Cosa succederebbe se, estinti gli uomini, ipotetici alieni, visitando la terra, scoprissero il Mount Rushmore sostanzialmente nelle stesse condizioni di ora? In questo caso, cosa è, di questa formazione rocciosa, che fornirebbe una convincente e circostanziale evidenza di essere stata prodotta da un'intelligenza progettuale e non soltanto dal vento e dall'erosione? Gli oggetti progettati come il  Monte Rushmore esibiscono caratteristiche e configurazioni che indirizzano ad un'intelligenza. Tali caratteristiche e configurazioni costituiscono segni di intelligenza. I proponenti dell'intelligent design, i teorici del "progetto", si propongono di studiare tali "segni" in modo formale, rigoroso e scientifico. L'intelligent design può quindi definirsi come la scienza che studia i segni dell'intelligenza.» -- William A. Dembski, Ph.D.

 

 

I tostapane sono progettati. I 747 sono progettati. Lo Space Shuttle è progettato. Gli ingegneri sono progettati.

Tutti noi riconosciamo un progetto quando lo vediamo. Come ha detto il biochimico Michael Behe: «Un uomo primitivo che vedesse un'automobile potrebbe pensare che sia mossa dal vento o da un'antilope nascosta sotto l'automobile, ma se aprisse il  cofano e vedesse il motore immediatamente capirebbe che è stata progettata. Analogamente la biochimica ha aperto la cellula per esaminare cosa la fa funzionare e anche noi abbiamo capito che anch'essa è stata progettata.»

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