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E`il Darwinismo indispensabile alla medicina moderna?
Michael Egnor (da www.evolutionnews.org)  

 

Documento Originale

È il Darwinismo indispensabile alla medicina comparativa? Galeno, Vesalio, Harvey, e Linneo.

 

 

Come ho notato in interventi precedenti qui e qui, i Darwinisti di solito usano tre argomenti per sostenere che la teoria di Darwin delle variazioni casuali e della selezione naturale è indispensabile alla medicina. Essi affermano che il Darwinismo è necessario alla medicina comparativa, o che è necessario alla genetica molecolare, o che è necessario per capire la resistenza batterica agli antibiotici. Tutti e tre questi campi della medicina sono ovviamente importanti, ma il Darwinismo, inteso come la teoria che tutte le strutture biologiche sono sorte per variazioni casuali e selezione naturale, non è necessario per comprendere nessuno di essi. In questo capitolo tratterò la prima domanda: è il Darwinismo indispensabile per comprendere la medicina e la biologia comparative? No, non lo è.

 

Per vari millenni prima di Darwin, tutta la biologia era comparativa. Prima della rivoluzione scientifica, i biologi spendevano il loro tempo studiando e comparando i disegni delle forme viventi. Nel IV secolo A.C. Aristotele scrisse estensivamente di biologia comparativa, e classificò le cose viventi secondo le loro somiglianze strutturali e funzionali. Il grande medico romano Galeno del II secolo D.C., che fu il padre dell'anatomia classica, dissezionò scimmie ma non uomini, e avanzò congetture sull'anatomia umana in base alle dissezioni sugli animali. Andrea Vesalio, il fondatore della moderna anatomia nel XVI secolo, dissezionò esseri umani e corresse le erronee estrapolazioni di Galeno derivanti dalle dissezioni animali. William Harvey, il grande medico del XVII secolo, scoprì la circolazione del sangue per mezzo di studi fisiologici estensivi sugli animali. È importante notare che tutti questi biologi comparativi basarono il loro lavoro pionieristico sulla deduzione che gli esseri viventi fossero progettati.

 

Fu indispensabile Darwin alla medicina e alla biologia comparative? Considerate che Linneo, il padre della moderna biologia comparativa e devoto Luterano, morì durante una funzione religiosa nella cattedrale di Uppsala il 10 gennaio 1778. Cioè 31 anni e 33 giorni prima che Charles Darwin nascesse.

È il Darwinismo indispensabile alla genetica? Darwin, Mendel, Watson e Crick, e Al Gore

 

 

I Darwinisti affermano che la loro teoria, l'asserzione che tutta la complessità biologica è sorta per variazione casuale ereditabile e selezione naturale ("il caso e la necessità"), è indispensabile alla medicina moderna. Quale fu il ruolo di Darwin nella genetica?

 

 

Egli giocò un ruolo importante nella genetica classica, ma in modo negativo. Nel 1865 un monaco austriaco chiamato Gregorio Mendel presentò uno studio scientifico intitolato "Esperimenti di ibridizzazione delle piante" ad un simposio della Natural History Society di Brno in Moravia. Padre Mendel scoprì notevoli derivazioni ereditarie nei suoi esperimenti sulle piante del giardino del suo monastero. Gli esperimenti suggerivano che i fattori ereditari fossero, in alcuni casi, discontinui, potessero rimanere nascosti per generazioni e rispettassero semplici leggi matematiche. Secondo le cronache del tempo, il suo studio fù ignorato, e la discussione alla conferenza ruotò attorno alla teoria della selezione naturale di Charles Darwin. Il lavoro seminale di Mendel, la base della genetica classica,  rimase sepolta per il resto del XIX secolo sotto la frenesia Darwiniana.

 

La moderna genetica molecolare nacque con i lavori di James Watson e Francis Crick a Cambridge nei primi anni del 1950. Usando la diffrazione dei raggi X e informazione circa la struttura molecolare derivata dalla quantomeccanica, Watson e Crick progettarono modelli in scala dell'acido desossiribonucleico (DNA). I modelli evidenziavano che il DNA era una doppia elica, e che i suoi componenti individuali (coppie di basi) erano i simboli di un codice. Lavori successivi scoprirono il codice genetico e rivelarono che al cuore della vita c'è un linguaggio simbolico, fatto di lettere (coppie di basi), parole (codoni) e frasi (geni), cornici di lettura direzionali, e anche punteggiatura (codoni di stop).

 

Il ruolo di Darwin nella nascita della genetica molecolare fu ancora una volta negativo. I genetisti molecolari lavorarono implicitamente secondo una deduzione di disegno, usando i principi del "reverse engineering" [ingegnerizzazione a ritroso] applicati alla biologia. Il codice genetico fu tradotto e letto come un linguaggio. L'affermazione di Darwin che il materiale grezzo per la complessità biologica è il "caso" era anti-euristico. Fu l'inferenza di disegno, non l'inferenza della casualità, che portò alla comprensione e alla traduzione del codice genetico. Darwin non avrebbe mai predetto, nella sua teoria del caso e della necessità, un linguaggio al cuore della vita. La conoscenza del codice genetico fu invece il diretto risultato dell'inferenza di disegno in biologia.

 

L'ex vice presidente Al Gore notoriamente affermò di aver inventato Internet perché anni fa era al Senato e approvò uno stanziamento. L'affermazione che la teoria di Charles Darwin fù indispensabile alla genetica classica e molecolare è una pretesa di ordine ancora inferiore a quella. La teoria di Darwin impedì il riconoscimento delle scoperte di Mendel per un terzo di secolo, e l'asserzione di Darwin che la variazione casuale fosse il materiale di partenza della complessità biologica non fu di alcun aiuto nel decodificare il linguaggio genetico del DNA. L'unico incontrovertibile contributo Darwiniano al campo della genetica medica fu l'eugenetica, che è la teoria Darwiniana che gli esseri umani possano essere allevati per ottenere certi tratti caratteriali e sociali, come gli animali. Il campo della genetica medica deve ancora riaversi dall'eugenetica, che fu l'unico regalo di Darwin alla medicina.

Il gioco di prestigio Darwinista

 

Se volete un chiaro esempio dell'astuzia Darwinista, leggete sul sito blog "Panda's Thumb" l'invettiva verso questi miei interventi sull'importanza del Darwinismo per la medicina moderna (qui). I miei interlocutori, tra battute sul mio nome, insulti e oscenità, rispondono con questioni fuori argomento che evadono il problema centrale: è il Darwinismo, che afferma che tutta la complessità biologica è nata grazie alla variazione casuale ereditaria e alla selezione naturale, rilevante alla pratica della medicina? Parecchi blogger citano il solito trucco Darwinista circa la resistenza agli antibiotici dei batteri. Questo argomento è un importante fonte di equivoco circa l'applicazione della teoria di Darwin alla medicina.

 

L'asserzione Darwinista che mutazioni casuali e selezione naturale (caso e necessità) danno conto di tutta la complessità biologica non ha niente a che fare con l'osservazione che non è saggio esporre le popolazioni di batteri agli antibiotici. L'osservazione che un antibiotico ucciderà i batteri che restano uccisi e non ucciderà i batteri che non restano uccisi è una tautologia. Se esponiamo una popolazione di batteri agli antibiotici, i sopravvissuti col tempo supereranno in numero gli uccisi. I sopravvissuti saranno quelli resistenti agli antibiotici. Pensate. Questo è il contributo seminale del Darwinismo alla nostra conoscenza della resistenza batterica agli antibiotici.

 

Prevenire l'emergenza di colonie di batteri resistenti è un lavoro importante, ma il suggerimento che il Darwinismo porta al problema - può darsi che i non uccisi supereranno quelli uccisi - non è di alcun aiuto. Potevamo arrivarci da soli. Il lavoro vero di prevenire l'emergenza di batteri resistenti è fatto dai microbiologi, epidemiologi, genetisti molecolari, farmacologi e medici che sono specialisti di malattie infettive. Il Darwinismo, inteso come la supposizione che il "caso e la necessità" spiegano tutta la complessità biologica, non vi gioca alcun ruolo.

 

Il modus operandi Darwinista per un secolo e mezzo è stato di intrufolare una opinione filosofica - il materialismo scientifico - nella scienza. Essi piratano altri campi della biologia - microbiologia, biologia delle popolazioni, epidemiologia, genetica, etc. - quindi affermano che il Darwinismo è essenziale a questi campi, poi dicono che l'ipotesi delle mutazioni casuali e della selezione naturale sia l'origine della complessità biologica è un "fatto" supportato da una sovrabbondante evidenza. Quando sono sfidati essi provano il "fatto" del materialismo scientifico facendo una ricerca nella letteratura medica tra migliaia di articoli correlati ai campi che hanno piratato.

 

Non un solo Darwinista in questo dibattito ha tentato di provare come il loro banale contributo alla conoscenza della resistenza batterica agli antibiotici - i batteri rimasti vivi eventualmente supereranno quelli morti - supporti in qualche modo l'affermazione che tutta la complessità biologica è il risultato di mutazioni casuali e selezione naturale.

 

I Darwinisti sperano che la gente non noti questo non-sequitur. Il motivo della loro rabbia contro i sostenitori del disegno intelligente è che essi lo hanno notato.