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La "complessita` specificata" e la seconda legge della termodinamica
Granville Sewell (da www.uncommondescent.com)  

 

Documento Originale

 

In Colombia uno studente universitario ha notato la similarità tra le mie argomentazioni sulla seconda legge [della termodinamica] ("il principio soggiacente alla seconda legge è che le forze naturali non creano cose descrivibili macroscopicamente che siano estremamente improbabili dal punto di vista microscopico"), e l'argomento di Bill Dembski (nel suo classico lavoro "The Design Inference") che solo l'intelligenza può dar conto delle cose che sono "specificate" (=macroscopicamente descrivibili) e "complesse" (=estremamente improbabili). L'articolo di Daniel André si trova  qui  (in Spagnolo)(*). Se leggete le note in fondo al mio articolo A Second Look at the Second Law  noterete che alcune delle obiezioni che mi sono state indirizzate sono molto simili a quelle usate contro la "complessità specificata" di Dembski.

 

Ogni volta che scrivo sul tema della seconda legge della termodinamica i commenti che ricevo sono così scoraggianti che capisco pienamente la frustrazione di Phil Johnson, quando mi scrisse "Già da molto tempo ho perso la speranza di vedere gli scienziati affrontare razionalmente la seconda legge invece di dare risposte emozionali e conformi al cliché. Così salto le parole ‘seconda legge' e vado dritto ad ‘informazione'". La gente ha trovato molte maniere di corrompere il significato di questa legge, da distrarre l'attenzione dalla fondamentale questione della probabilità - soprattutto dicendo che "qualsiasi cosa può accadere in un sistema aperto" (errore facilmente demolito dal mio articolo) e "la seconda legge si applica solo all'energia" (mentre invece è applicata in modo molto più generale nella maggior parte dei testi di fisica). Ma il fatto è che l'organizzazione degli atomi nel cervello umano, nei computer e nel sistema Internet non viola altre leggi scientifiche ma viola la seconda legge, cosicché come possiamo parlare di evoluzione senza considerare proprio la legge scientifica violata?

 

(*) L'articolo di Daniel André ( documento originale ).

 

Granville Sewell è professore di matematica all'A&M University del Texas. Sewell ha pubblicato nella seconda edizione del suo libro "The Numerical Solution of Ordinary and Partial Differential Equations" (John Wiley & Sons, 2005) un appendice con una solida e acuta critica del Darwinismo basata ovviamente sulle equazioni differenziali e la seconda legge della termodinamica.

 

L'approccio di Sewell è molto interessante: mentre risponde alla critiche fatte contro i suoi articoli precedenti, egli in realtà parla della "complessità specificata" come è spiegata dal Dembski in "The Design Inference" (Cambridge University Press, 1998) e più recentemente in un articolo sulla "Specificazione".

 

I critici di Sewell dicono che il suo ragionamento si basa sull'improbabilità: per esempio, il risultato di una serie di mille lanci di una moneta è improbabile come qualsiasi altro dei (2^1000)-1 risultati, perché in ogni caso voi otterrete sempre uno di questi.  Questo è esattamente uguale a dire che l'inferenza di disegno di Dembski è basata solo sulla complessità (cioè l'inverso della probabilità), dimenticando completamente che, quando cerchiamo di dedurre il disegno, la più importante caratteristica è la "specificazione"; l'improbabilità di per sé non basta.

 

Sewell - non so se coscientemente o no perché egli non menziona Dembski nei riferimenti della sua appendice - risponde con un argomento simile alla "specificazione": mentre è certo che tutti i 2^1000 possibili risultati sono altamente improbabili se la moneta non è truccata (la probabilità di ognuna di tali serie è esattamente 1/2^1000), è anche certo che tra questi ce ne sono molto pochi che hanno una "specifica" descrizione. Per esempio, non è lo stesso ottenere una serie di teste e croci alternate a caso oppure una serie di 1000 teste in 1000 lanci. C'è qualcosa di strano nell'ottenere 1000 teste in 1000 lanci al punto che potete facilmente concludere che la cosa non è casuale. Infatti ottenere 1000 teste è un risultato che un algoritmo può generare molto facilmente; se "1" rappresenta "testa" e "0" rappresenta "croce", l'istruzione sarà qualcosa del genere: "STAMPA 1 1000 VOLTE".

 

Le descrizioni specifiche sono quelle che Kolmogorov considera nella teoria della ricorsività: Kolmogorov notava che la probabilità di per sé non poteva differenziare tra i risultati ottenibili dal caso e quelli non ottenibili, e quindi egli fece uso delle descrizioni specifiche per effettuare tale discriminazione. Tra tutti i possibili risultati dei lanci casuali di monete, ce ne sono pochi con descrizioni specifiche. Dembski aveva detto nel suo libro ed articolo che quei risultati che nello stesso tempo erano altamente improbabili ed avevano descrizioni specifiche costituivano una forma di "complessità specificata", la proprietà che permette di dedurre il disegno intelligente.

 

In un articolo precedente ho fatto menzione di un intervista di Pablo Ferrari, che peraltro non è un teorico del disegno. Ferrari termina la sua intervista così:

 

[Giornalista]: comunque, c'è una probabilità, per quanto piccola, che tutte le molecole di questa stanza si addensino in un angolo, o che un bicchiere d'acqua si scaldi quando si cerca di raffreddarlo... violando la sacra seconda legge della termodinamica e quindi che, presto o tardi possano accadere questi fatti.
[Ferrari]: Dal punto di vista delle probabilità, si, ma non abbiamo la garanzia di vivere abbastanza per vederlo. Per esempio, in una passeggiata casuale ci possono essere cento consecutivi passi in avanti, ma ci possono anche essere cento consecutivi passi indietro; i passi sono miliardi di miliardi e affinché tutte le molecole dell'aria si spostino occorrerebbe trilioni di trilioni di volte (e anche di più) la durata possibile dell'universo. Cosicché possiamo stare tranquilli.

 

... e che un bicchiere d'acqua si scaldi mentre lo raffreddiamo è molto, molto più facile della formazione casuale di una forma di vita.