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La scienza forense e la teoria del disegno intelligente
Redazione  

 

La teoria del disegno intelligente è stata formalizzata matematicamente solo da una decina d'anni (principalmente grazie ai lavori del matematico-filosofo William Dembski - vedi il suo libro "The Design Inference", Cambridge University Press). Però per quanto strano possa sembrare le sue applicazioni nei campi più diversi risalgono a ben più di 10 anni fa. L'elenco di questi campi comprende per esempio: la scienza forense, la legge di proprietà intellettuale (il copyright e le sue violazioni), le investigazioni assicurative, la crittografia, la generazione di numeri casuali, l'intelligenza artificiale, l'archeologia e la ricerca dell'intelligenza extra-terrestre. Qui prenderemo brevemente in considerazione la sua applicazione alla scienza forense, cioè l'ambito giudiziario investigativo. È questo infatti un campo dove è routine quotidiana cercare di discernere se un dato evento o effetto ha una causa accidentale, naturale o è dovuto ad un disegno intenzionale.

 

Ricordiamo che uno dei concetti fondamentali della Intelligent Design Theory (IDT) è quello dell'Informazione Complessa Specificata (CSI = Complex Specified Information). È noto che l'esempio più intuitivo di CSI è - nel campo del linguaggio - un libro. Una parola sola di un dizionario è specifica ma non complessa; una lunga sequenza casuale di lettere di un alfabeto è complessa ma non specificata. Invece un libro è sia complesso che specificato, per cui contiene vera CSI.

 

Prendiamo in considerazione uno scenario investigativo molto semplice: immaginiamo che un investigatore venga chiamato ad effettuare delle indagini sulla morte di una certa persona. Egli arriva sulla scena del ritrovamento e vede un corpo senza vita riverso ai piedi di una scala esterna di un edificio rurale. In teoria, prima di ogni accertamento, le cause del decesso potrebbero essere molteplici: accidentali (caduta dalla scala, caduta di una tegola sulla testa, etc.); naturali interne (infarto, colpo apoplettico, etc.); naturali esterne (fulmine, calamità naturali, etc.); intenzionali (suicidio, omicidio). Come farà l'investigatore a discriminare fra queste differenti ipotesi? Consciamente o inconsciamente l'investigatore userà ragionamenti e metodi di analisi che somigliano molto a quelli della teoria del disegno intelligente.

 

Cosa c'entra il concetto di CSI sopra riportato con il nostro esempio di indagine investigativa? Immaginate che l'autopsia riveli che sul cadavere sono presenti 19 ferite da arma da taglio. A fronte di queste lesioni le cause accidentali e quelle naturali diventano molto improbabili se non addirittura da scartare a priori. Analizziamo senza fretta e in dettaglio il ragionamento (anche se gli investigatori professionisti lo svolgono più velocemente e sinteticamente). Se la ferita fosse una soltanto rimarrebbe ancora la possibilità che il malcapitato sia effettivamente caduto dalle scale e abbia magari battuto la testa contro uno spigolo o su un oggetto contundente o tagliente. Ovviamente in questo caso rimarrebbe ancora da determinare cosa ha causato la caduta. Chiediamoci: cosa rende l'ipotesi della caduta dalle scale inverosimile? Risposta: il numero elevato di ferite. Usando la terminologia della IDT diciamo che questo numero è in relazione alla "complessità" dell'informazione empirica o del dato indiziario. In generale la complessità di un evento o dato è in relazione inversa alla probabilità del suo verificarsi. In questo caso particolare la probabilità del verificarsi accidentale di 19 ferite da taglio è molto bassa, e costituisce quindi un evento molto complesso da questo punto di vista.

 

La natura delle ferite, la loro profondità e la loro dislocazione è invece in relazione alla "specificità" dell'informazione o degli indizi. Se le lesioni, pur essendo 19, non fossero tutte da taglio ma di differenti generi (fratture, contusioni, abrasioni, ferite lacero-contuse, etc.) potrebbe ancora essere possibile una spiegazione diversa dal delitto (potrebbe addirittura rimanere in piedi l'ipotesi della caduta - accidentale o procurata). Ciò che rende il delitto altamente probabile è l'abbinamento della complessità con la specificità delle lesioni. La vera CSI richiede sempre questo abbinamento. Potremmo anche dire che la CSI ha due aspetti: uno quantitativo legato alla complessità dell'informazione e uno qualitativo legato alla specificità dell'informazione. Ci troviamo quindi di fronte ad informazione complessa-specificata che permette di escludere, con un piccolissimo (se non nullo) margine di errore, le cause accidentali e quelle naturali (il "caso e la necessità", per dirla alla Monod). Scartando queste ipotesi rimane quella del "disegno" intelligente (in questo caso purtroppo un disegno intelligente criminale). En passant notiamo che l'intelligenza non sempre opera per il bene ma purtroppo spesso per il male (o quanto ritenuto tale). Diciamo questo perché alcuni oppositori dell'Intelligent Design negano un disegno intelligente in natura prendendo come pretesto che "un Dio buono non creerebbe esseri cattivi che uccidono (squali, serpenti, assassini, ecc.)". La bontà e la cattiveria sono concetti puramente morali e, detto brutalmente, la morale non c'entra niente con la teoria del disegno intelligente.

 

Forse non si è mai riflettuto abbastanza sull'analogia che esiste fra le analisi che potremmo chiamare "di morte" e quelle "di vita". È noto che la polizia scientifica usa tecniche di riconoscimento molto sofisticate: foto segnaletiche, impronte digitali, impronte vocali, riconoscimento dell'iride, analisi del DNA. In tutte queste analisi ciò che viene analizzato è CSI. Se non fosse CSI tali analisi non potrebbero essere affatto usate allo scopo del riconoscimento. Per esempio, le linee di un'impronta digitale sono numerose (complessità) e hanno forme, spessori e disposizioni differenti in ogni individuo (specificità). L'impronta vocale ha molte frequenze (complessità) con diverse caratteristiche sonore di intensità, timbro, etc. (specificità). Il DNA è una sequenza contenente molte basi o nucleotidi diversi (complessità), disposte secondo configurazioni e pattern molto caratteristici (specificità). La CSI permette di determinare l'identità di una persona rispetto alle altre perché permette di individuare configurazioni di dati così complesse e specifiche da risultare necessariamente univoche.

 

Passiamo ora brevemente all'applicazione biologica del disegno intelligente, per rendere chiara l'analogia con l'applicazione giudiziaria. Per esempio, si consideri un sistema biologico come il flagellum dei batteri. Si tratta di un vero e proprio motore rotativo microscopico dalle prestazioni eccezionali. Esso è costituito da un certo numero di componenti (rotore, statore, guarnizioni ad anello, asse motore, coda rotante, etc.). Ogni componente è formato da parecchie macro-molecole. Il numero totale delle proteine del flagellum è una misura della "complessità" mentre il fatto che tali macro-molecole (di diverso tipo in funzione di quello a cui devono servire) siano idonee a svolgere una particolare funzione, siano disposte in un modo opportuno (spesso altamente simmetrico) costituisce la "specificità" della CSI contenuta nel flagellum. È facile notare che questa analisi biologica basata sulla CSI è molto simile all'analisi investigativa di cui sopra. Entrambe implementano un'inferenza di disegno e sono quindi esempi di applicazione della teoria del disegno intelligente. Se una differenza c'è semmai è che le probabilità di disegno biologico sono ancora più elevate che non le probabilità di disegno omicida.

 

Potremmo fare intervenire qui un altro concetto della teoria dell'ID: la complessità irriducibile (Irreducible Complexity - IC). Un sistema irriducibile non funziona se manca anche soltanto di un suo componente. Secondo Michael Behe (un altro dei principali teorici dell'ID - vedi il suo libro "Darwin's Black Box", The Free Press) il flagellum è un sistema irriducibilmente complesso. Nel caso dell'omicidio di cui sopra, mentre si può applicare il concetto di CSI per lo scopo più importante, dedurre l'omicidio, il concetto di IC può essere usato per focalizzare alcuni dettagli. Per esempio ci si può chiedere: erano necessarie tutte le 19 coltellate per provocare la morte o bastavano solo alcune di esse? Solo il medico legale in sede di autopsia può determinare quali sono state le ferite effettivamente determinanti per la morte della vittima. I questo caso il sotto-insieme di queste ferite costituisce un insieme IC rispetto alla funzione di uccisione.

 

L'applicazione giudiziaria della teoria del disegno intelligente è ben concreta: i tribunali in base ad essa emettono sentenze di assoluzione o di condanna (in certi casi addirittura la pena capitale). Considerato che i tribunali comminano le condanne massime in funzione dell'inferenza di disegno ci si può rendere conto che l'inferenza di disegno intelligente in biologia (ancora più incisiva che non quella in campo forense) ha un grado di certezza elevatissimo. La connessione fra scienza forense e la teoria del disegno intelligente applicata alla biologia è simbolizzata dalla figura soprastante, dove Sherlock Holmes esamina con la lente un flagellum batterico.

 

L'analogia tra criminologia (l'analisi della morte) e biologia (l'analisi della vita) raggiunge il suo culmine quando entrambe analizzano e studiano il DNA (che in un certo senso appare al "cuore" della vita e della morte). Perché dunque il ritrovamento di CSI nel DNA è considerato una prova certa di riconoscimento nel caso della criminologia, mentre nella biologia ufficiale di stampo Darwinista tale ritrovamento di CSI nel DNA non viene considerato prova certa di riconoscimento di un disegno intelligente? Quando in pratica in entrambi i casi sono usati gli stessi metodi e concetti, quelli della teoria dell'Intelligent Design? A questo punto il lettore potrebbe legittimamente chiedersi: se l'applicazione della IDT è così diffusa ed affidabile che i tribunali vi basano le loro sentenze più severe, come mai l'applicazione della stessa teoria alla cosmologia e alla biologia incontra tanta resistenza? Nessuno negherà che in tribunale cosa conta è l'evidenza scientifica e le prove indiziarie piuttosto che le idee preconcette e i pregiudizi filosofici degli avvocati. Se così funzionano le cose nei tribunali perché nelle scienze biologiche è purtroppo così diffuso l'anteporre il materialismo e il naturalismo filosofici insiti nel Darwinismo all'evidenza e alla verità scientifica?

 

Il motivo principale di questa disparità di giudizio consiste nel fatto che nel caso giudiziario la causa intelligente in gioco (se esiste) è comunque un essere umano, mentre il "disegnatore" nel caso dei sistemi biologici e della cosmologia è qualcosa di trascendente. Mentre investigatori, giudici ad avvocati non hanno "conflitti di interesse" filosofico nell'espletare la funzione giudiziaria, il Darwinismo ha tutto da perdere se l'Intelligent Design dovesse essere considerato universalmente la chiave di interpretazione più plausibile delle realtà biologiche. Lo scientismo evoluzionistico e il naturalismo filosofico si oppongono in tutti i modi all'applicazione della IDT alla cosmologia e alla biologia perché temono che l'evidenza scientifica stessa confuti la visione del mondo riduttiva e limitata che essi rappresentano.