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L`argomento positivo di disegno
Casey Luskin (Discovery Institute)  

 

 

Documento Originale

Molti critici dell'Intelligent Design (ID) sostengono che esso è solo un argomento negativo contro l'evoluzione. Il teorico del disegno William Dembski ha osservato che "la principale caratteristica dell'attività intelligente è la discriminazione delle possibilità, ovvero ciò che chiamiamo scelta."[1] Esaminando i tipi di scelte che gli agenti intelligenti fanno comunemente quando progettano sistemi, può essere facilmente costruito un argomento positivo basato sul disegno intelligente, tramite l'analisi di affidabili e predicibili indicatori di disegno.

 

Il disegno può essere dedotto usando i metodi scientifici dell'osservazione, ipotesi, esperimento e conclusione. I teorici del disegno cominciano con l'osservare come gli agenti intelligenti si comportano quando progettano, allo scopo di riconoscere e identificare il disegno nel mondo naturale.

 

Tabella 1. Come agiscono i progettisti quando progettano (osservazioni)
(1) Gli agenti intelligenti pensano avendo in mente un "fine", che li conduce a risolvere problemi complessi riunendo molte parti e disponendole in configurazioni [pattern] intricate in modo tale da svolgere una determinata funzione (e.g. informazione complessa specificata):

 

"Gli agenti intelligenti possono organizzare la materia avendo in mente scopi lontani. Nel loro linguaggio, essi come routine ‘trovano' sequenze funzionali altamente improbabili e uniche in vasti spazi di possibilità combinatorie."[2]

 

"Abbiamo reiterate testimonianze di agenti coscienti e razionali - in particolare noi stessi - che generano o causano incremento di informazione complessa specificata, sia nella forma di linee seriali di testo o codice, sia nella forma di sistemi gerarchici di parti disposte opportunamente...La nostra conoscenza basata sull'esperienza del flusso dell'informazione conferma che i sistemi contenenti grandi quantità di complessità specificata (specialmente i linguaggi e il codice software) invariabilmente originano da una sorgente intelligente che fa capo ad una mente o agente personale."[3]
(2) Gli agenti intelligenti possono rapidamente introdurre grandi quantità di informazione nei sistemi:

 

"Il disegno intelligente fornisce una spiegazione causale sufficiente per l'origine di grandi quantità di informazione, perché abbiamo notevoli testimonianze di agenti intelligenti generanti configurazioni informazionali della materia."[4]

 

"Sappiamo dall'esperienza che agenti intelligenti spesso concepiscono dei progetti prima dell'istanziazione materiale dei sistemi conformi a detti piani - cioè, il disegno intelligente di un programma spesso precede l'assemblaggio delle parti in accordo con il programma stesso o il disegno progettativo preconcepito."4
(3) Gli agenti intelligenti "ri-usano" componenti funzionali che lavorano in differenti sistemi (e.g. ruote nelle automobili e negli aeroplani):

 

"Una causa intelligente può riusare o riassemblare lo stesso modulo in sistemi differenti, senza che ci sia necessariamente una connessione fisica o materiale tra tali sistemi. Ancora più semplicemente, cause intelligenti possono generare pattern identici in modo indipendente."[5]
(4) Agenti intelligenti usualmente creano cose che hanno una funzione (sebbene possiamo qualche volta pensare a cose non funzionali, non realizzanti una vera funzione):

 

"Siccome le regioni non codificanti [del DNA] non producono proteine, i biologi Darwinisti le hanno ignorate per decenni come ‘rumore' casuale evolutivo o ‘DNA spazzatura'. Da un punto di vista di disegno intelligente, invece, è molto improbabile che un organismo consumi risorse nel preservare e trasmettere della ‘spazzatura'."[6]

 

 

Queste osservazioni possono poi essere convertite in predizioni circa quello che dovremmo trovare se un oggetto fosse disegnato. Ciò rende il disegno intelligente una teoria scientifica capace di generare predizioni testabili:

 

Tabella 2. Predizioni di disegno[7] (ipotesi):
(1) Saranno trovate strutture naturali contenenti molte parti disposte secondo intricate configurazioni che svolgono delle funzioni specifiche (cioè informazione complessa specificata).
(2) Forme contenenti grandi quantità di nuova informazione verranno trovate nei reperti fossili come comparenti all'improvviso e senza precursori simili.
(3) Frequentemente comparirà convergenza: cioè, geni e altre parti funzionali appariranno riusate in organismi differenti e non correlati.
(4) Molto del cosiddetto "DNA spazzatura" apparirà svolgere funzioni non trascurabili.
 
 Queste predizioni possono quindi essere testate osservando i dati scientifici, e conducono alle seguenti conclusioni:

 

Tabella 3. Esame dell'evidenza (esperimento e conclusione):
Campo di evidenza
Dato (esperimento)
Predizione confermata? (conclusione)

(1)

Biochimica

Sono state trovate strutture naturali contenenti molte parti disposte in intricate configurazioni che svolgono funzioni specifiche (informazione complessa specificata), come le macchine irriducibilmente complesse della cellula. Il flagellum dei batteri è un primo esempio. La complessità specificata delle proteine, o la più semplice cellula auto-riproducente sono altri esempi.[8]
Si

(2)

Paleontologia

Novità biologica appare nei fossili improvvisamente e senza precursori simili. L'esplosione del Cambiano è un primo esempio.[9]
Si

(3)

Sistematica

Parti simili sono state trovate in organismi che i Darwinisti stessi considerano divisi da forme più imparentate che non contengono le suddette parti. Chiari esempi includono i geni controllo della crescita dell'occhio o degli arti in differenti organismi i cui supposti comuni antenati non si pensa avere tali forme di occhi o arti.[10]
Si

(4)

Genetica

La ricerca genetica continua a scoprire nuove funzioni del "DNA spazzatura", incluse funzionalità degli pseudo-geni, introni, elementi LINE e ALU. Persistono esempi di funzioni sconosciute nel DNA, ma l'ID incoraggia i ricercatori ad investigare funzioni, mentre il Darwinismo ha spinto scienziati a credere erroneamente che il DNA non codificante è inutile.[11]
Si
Ringraziamenti: a Jonathan Witt per l'aiuto nella stesura di questo documento. Ringrazio anche i molti sostenitori dell'ID che hanno fatto ricerche e studi per arrivare a predizioni di disegno.

 



[1] William A. Dembski, The Design Inference (Cambridge University Pres, 1998), pg. 62.

 

[2] Stephen C. Meyer, "The Cambrian Information Explosion," in Debating Design, pg. 388 (William A. Dembski and Michael W. Ruse eds., Cambridge University Press, 2004), pg. 388.

 

[3] Stephen C. Meyer, "The origin of biological information and the higher taxonomic categories," Proceedings of the Biological Society of Washington, 117(2):213-239 (2004).

 

 

[4] Stephen C. Meyer. et. al., "The Cambrian Explosion: Biology's Big Bang," in Darwinism, Design, and Public Education (John A. Campbell and Stephen C. Meyer eds., Michigan State University Press, 2003), pg. 386.

 

[5] Paul Nelson e Jonathan Wells, "Homology in Biology," in Darwinism, Design, and Public Education, pg. 316.

 

[6] Jonathan Wells, "Using Intelligent Design Theory to Guide Scientific Research," Progress in Complexity, Information, and Design, Vol 3.1, Nov., 2004.

 

 

[7] Le predizioni "retroattive" sono comuni nelle nuove teorie scientifiche. Per esempio, il lavoro di Einstein sulla relatività cercò di rendere conto dell'incapacità riconosciuta delle leggi del moto di Newton di predire esattamente la meccanica alle altissime velocità. Anche Thomas Kuhn osservò che nuove teorie scientifiche hanno successo quando riescono a spiegare meglio dati pre-esistenti. (Vedi Kuhn, T., The Structure of Scientific Revolutions, (University of Chicago Press, 1972), pgs. 78-80.) Anche la teoria del disegno guarda avanti, predicendo che continueremo a scoprire funzioni del cosiddetto "DNA spazzatura" e complessità specificata in biologia.

 

 

[8] William A. Dembski, No Free Lunch, Chapter 5 (Rowman and Littlefield, 2002); Michael J. Behe, Darwin's Black Box, Chapter 3 (Free Press 1996); Behe, M. e Snoke, D.W., "Simulating evolution by gene duplication of protein features that require multiple amino acid residues," Protein Science, 13 (2004); Scott N. Peterson e Claire M. Fraser, "The complexity of simplicity," Genome Biology 2 (2001):1-7.

 

[9] Mayr, E., One Long Argument: Charles Darwin and the Genesis of Modern Evolutionary Thought (Harvard University Press, 1991), p. 138; Valentine, J.W., Jablonski, D., Erwin, D. H., "Fossils, molecules and embryos: new perspectives on the Cambrian Explosion," Development 126:851-859 (1999).

 

[10] Quiring, R., et al. "Homology of the eyeless gene of drosophila to the small eye in mice and aniridia in humans," Science 265:78 (1994); See also infra, Ref. #5.

 

[11] Hirotsune S. et al., "An expressed pseudogene regulates the messenger-RNA stability of its homologous coding gene," Nature 423:91-96 (2003); "The Unseen Genome: Gems among the Junk" by Wayt T. Gibbs, Scientific American (November, 2003); Hakimi, M.S. et. al., "A chromatin remodelling complex that loads cohesin onto human chromosomes," Nature, 418:994-998 (2002); Morrish, T. A., et al., "DNA repair mediated by endonuclease-independent LINE-1 retrotransposition," Nature Genetics, 31(2):159-165 (June, 2002).