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Segni avanzati di disegno - Advanced signs of design
Redazione - Staff  

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La teoria del Disegno Intelligente insegna che l'informazione complessa specificata (CSI) e la complessità irriducibile (IC) sono evidenze di disegno. Ci sono altri segni di disegno?

 

Modularità

 

Prendete in considerazione la modularità. Quando un sistema ha parti complesse ripetute più di una volta si dice che esso ha modularità. Per esempio, una bicicletta ha due ruote identiche, due freni identici e molte coppie dado-bullone uguali. Ruote, freni e dadi-bulloni hanno CSI.

 

La biologia ad ogni livello mostra molti esempi di modularità. Ma questa proprietà è spesso sottovalutata dagli evoluzionisti, i quali credono che se l'evoluzione è in grado di creare una parte allora non ha problemi a crearne molti duplicati.

 

Ma questa deduzione non è così scontata. Analizziamo in dettaglio cosa comporta la modularità nel caso dell'esempio della bicicletta. Il progettista disegna una ruota e ne costruisce un esemplare. Successivamente si rende conto che ne ha bisogno di un'altra cosicché ne costruisce un'altra identica. Questo implica che il disegno della ruota (o almeno un riferimento o puntatore ad essa) deve essere memorizzato nella mente del progettista e il progetto completo della ruota deve essere presente nell'archivio ingegneristico della fabbrica.

 

Un processo Darwiniano casuale non ha memoria; quindi esso non può creare una parte dotata di CSI due volte. La probabilità dell'occorrenza casuale di due identici esemplari è il quadrato della probabilità di una singola occorrenza. La probabilità dell'occorrenza casuale di tre identici esemplari è il cubo della probabilità di una singola occorrenza. Gli evoluzionisti sosterranno che la soluzione a questo problema è il DNA, che tiene in memoria i necessari stampi di progetto.

 

Ma ciò è troppo semplicistico. Perché sono necessariamente coinvolti i seguenti passi:

 

(1) Quando l'evoluzione crea casualmente una parte biologica, essa deve simultaneamente memorizzarne le istruzioni di fabbricazione nel DNA.

 

(2) La fase precedente deve avere a disposizione un completo sistema di elaborazione dell'informazione, composto di processore, linguaggio e dati.

 

(3) Inoltre deve esistere un altro programma che conservi e usi il riferimento all'indirizzo di memoria dove iniziano le istruzioni del progetto da duplicare.

 

É facile capire che le suddette tre fasi sono strettamente correlate. La fase n.2 comporta una pre-esistente capacità elaborativa. La fase n.1 implica che l'evoluzione abbia il potere di memorizzare le istruzioni di fabbricazione e di usare il pre-esistente computer per farlo. La fase n.3 è oltre ancora le capacità delle fasi n.1 e n.2 perché comporta di per sé un altro programma.

 

Queste tre fasi formano un insieme irriducibilmente complesso. Infatti tutte tre le fasi sono necessarie fin dall'inizio. Dobbiamo concludere che il processo richiesto per creare modularità comporta sia CSI che IC.

 

La modularità di parti complesse e specificate, lungi dall'essere una questione semplice, è ben oltre ciò che il cieco caso può generare e come tale è un chiaro segno di progetto.

 

Gerarchia

 

Un altro chiaro segno di disegno è la gerarchia funzionale. Un sistema complesso composto di molte funzioni e` una gerarchia nidificata quando funzioni figlie servono una funzione madre e a sua volta questa funzione madre serve una funzione più alta e cosi via. Tali sistemi non possono essere prodotti dal livello funzionale più basso a quello piu` alto perché ogni sotto-funzione esiste soltanto perché serve alla sua funzione superiore. La ragione di esistenza di una funzione figlia sta interamente nella sua funzione madre. In altre parole, la funzionalita` nidificata è fondamentalmente un concetto dall’alto al basso. In una parola, la funzionalita` nidificata (o funzionalità gerarchica) necessita di progettazione, perche` progettare – per definizione – e` pianificare dall’alto al basso. Produrre un sistema a gerarchia nidificata dal basso all’alto sarebbe assurdo quanto fare cose senza motivo. Ogni volta che uno vede un sistema a gerarchie nidificate di funzioni egli puo` parlare coerentemente della "funzionalita` del sistema" solo se egli riconosce la fondamentale natura dall’alto al basso della funzionalità. Di conseguenza, nel campo della biologia, le complesse gerarchie nidificate di funzioni presenti in tutti gli organismi devono inevitabilmente condurci a postulare la progettazione. La gerarchia comporta la modularizzazione come prerequisito ma aggiunge un'altra proprietà: l'annidamento. Si può definire la gerarchia come modularità annidata. Ciò si verifica quando una funzione superiore ha multiple sotto-funzioni.

 

I sistemi semplici non richiedono una struttura gerarchica. Ma la progettazione, la fabbricazione, il funzionamento, la gestione, l'esercizio e la manutenzione dei sistemi complessi richiede una struttura funzionale gerarchica.

 

I sistemi gerarchici degli esseri viventi sono composti di cellule, tessuti, organi e apparati. Tale organizzazione gerarchica dovrebbe suggerirci che gli organismi sono stati disegnati per ottimizzare questi sistemi.

 

Gli evoluzionisti credono che le mutazioni casuali e la selezione naturale siano capaci di creare le nuove strutture biologiche che necessariamente richiedono nuovi sistemi gerarchici. Ma cosa comporta l'architettura gerarchica di tali sistemi? Può l'evoluzione creare tale gerarchia funzionale?

 

Pensate all'edilizia. Gli edifici sono costruiti dal basso all'alto ma solo dopo un'accurata progettazione dall'alto al basso. La stessa cosa vale per gli organismi. Essi si sviluppano e crescono dal basso all'alto a partire dal livello cellulare ma seguono un progetto gerarchico dall'alto al basso.

 

La vera ragione per cui l'evoluzione è incapace di create la gerarchia funzionale e il disegno dall'alto al basso riposa sullo stesso concetto di gerarchia. Nei sistemi gerarchici le sotto-funzioni esistono solo perché una funzione superiore li richiede. A sua volta le funzioni superiori esistono solo perché funzioni ancora superiori ne hanno bisogno e così via sino alla cima. Quindi nei sistemi complessi la gerarchia funzionale non può iniziare dal basso. Deve iniziare dall'alto come visione generale di un sistema da costruirsi. Sfortunatamente le mutazioni casuali e la selezione naturale lavorano solo al livello più basso. La visione superiore necessaria alla gerarchia funzionale è completamente al di là dei limiti del livello più basso.

 

Inoltre c'è il problema della memoria. Immaginate che l'evoluzione crei una sotto-funzione prima di aver creato la sua funzione superiore stessa. L'evoluzione deve memorizzare il riferimento a questa funzione superiore ancora non esistente da qualche parte. Ora l'evoluzione deve creare la funzione superiore e deve ricordare il riferimento alla sotto-funzione per usarla. Iterativamente deve essere creato un albero con molti riferimenti nidificati che interagiscono uno con l'altro in modi complessi. È difficile concepire come possa un processo cieco - mancante di memoria e di funzioni di scrittura e lettura - creare queste gerarchie e le loro relazioni nidificate. In breve, l'evoluzione non guidata non può realizzare gerarchie nidificate perché tali sistemi non possono essere generati dalla fine ma dal principio. Essi devono essere concepiti come un tutto prima che la costruzione inizi.

 

La gerarchia funzionale è veramente al cuore della progettazione dei sistemi complessi.

 

Ologrammicità

 

Secondo la terminologia della teoria dei sistemi complessi un sistema è ologrammatico quando ogni sua parte (ad un certo livello di gerarchia) contiene tutta l'informazione del sistema. Per esempio, gli organismi viventi sono sistemi ologrammatici perché ognuna delle loro cellule contiene tutta l'informazione necessaria per produrre un organismo. In questo caso il livello gerarchico che contiene l'informazione totale deve essere il livello cellulare, che sottostà a quello dei tessuti, degli organi e degli apparati, perché tutti gli organismi si sviluppano dal livello cellulare a partire da un'unica cellula.

 

Per essere ologrammatico un sistema non deve necessariamente essere modulare o gerarchico. In un certo senso una torta con la sua ricetta scritta sulla confezione è ologrammatica. Però la torta non si auto-riproduce. Essa ha bisogno in un processore esterno (un cuoco) che legga le istruzioni sulla confezione e cucini una nuova copia della torta.

 

Gli organismi, oltre ad essere modulari e gerarchici, sono anche ologrammatici. L'ologrammaticità è una condicio "sine qua non" per l'auto-riproduzione. Negli anni '40, ben prima della scoperta del DNA e delle machine molecolari, il matematico J. Von Neumann, nei suoi studi sugli automi auto-riproducenti, provò che l'auto-riproduzione richiede istruzioni memorizzate. A differenza della torta, l'auto-riproduzione biologica necessita di processori interni. Istruzioni memorizzate (dati o programmi) devono essere scritti in un linguaggio. Troviamo qui di nuovo il fondamentale ternario irriducibilmente complesso: processore, linguaggio e dati (o programmi).

 

Perché l'evoluzione casuale non può creare l'ologrammaticità biologica? Un processo casuale, quando si sviluppa, non memorizza cosa sta facendo da nessuna parte. Sviluppo e scrittura devono essere due processi gemellati altamente correlati. La casualità non ha la capacità di incanalare al volo i suoi dati in un flusso di registrazione abbinato. Questa capacità deve essere progettata. Per esempio in informatica alcuni programmi sono specificamente studiati per scrivere dei log file di cosa essi stanno facendo. Alcuni di questo log file sono ri-eseguibili (cioè capaci di rifare il lavoro). Ma tutte questa caratteristiche devono essere progettate ad hoc. Anche in informatica molti programmi non tracciano nulla. Il default (la norma di base) è non tracciare e non loggare (e conseguentemente nessuna capacità di ri-esecuzione). Il caso, essendo un processo grezzo a livello più basso (il più semplice di tutti) ovviamente applica la condizione default.

 

L'evoluzione è casuale perché la "post-elaborazione" della selezione naturale non può contribuire per nulla alla soluzione del problema. La selezione naturale (che premia il più adatto) non può aiutare a scrivere istruzioni memorizzate.

 

Si deve concludere che l'ologrammaticità è segno superiore di progetto.

 

Allarmistica

 

Ogni progettista di sistemi sa che mettere insieme sistemi modulari, gerarchici e ologrammatici che devono lavorare 24 ore al giorno per lunghi periodi di tempo richiede ulteriori sistemi di allarme e riparazione. Senza tali sistemi non ci può essere affidabilità di esercizio.

 

 

Lo scopo di ogni sistema di allarme è di scandagliare ciclicamente il sistema principale alla ricerca di danni e mandare un segnale ad un sistema supervisore incaricato di riparare o eliminare il problema. Un sistema funzionale di allarme e riparazione è composto dalle seguenti parti:

 

(1)   Un sistema scanner che osserva gli eventi dentro il sistema da controllare

(2)   Un sistema di riconoscimento che distingua gli eventi dannosi da quelli che non lo sono

(3)   Un sistema in grado di inviare segnali di allarme al supervisore

(4)   Un sistema di riparazione pilotato dal supervisore per riparare o eliminare il guasto

 

È facile vedere che per espletare la funzione di allarme e riparazione il suddetto insieme è irriducibilmente complesso. Tutte le sue parti sono necessarie fin dall'inizio.

 

Può l'evoluzione Darwiniana produrre questo irriducibilmente necessario insieme di funzioni? L'evoluzione Darwiniana è composta da due parti: un generatore di mutazioni casuali e dall'ottimizzatore della selezione naturale.

 

Le mutazioni casuali non scandagliano, non riconoscono, non mandano segnali e non riparano. Semplicemente sono prodotti eventi (mutazioni) che tipicamente sono dannosi. Ma lo scopo di un sistema di allarme non è danneggiare gli individui ma proprio l'opposto: ripararli.

 

Neppure la selezione naturale non esegue nessuna delle quattro funzioni summenzionate. Essa semplicemente elimina gli individui non adatti. Ma lo scopo di un sistema di allarme non è eliminare gli individui ma proprio l'opposto: ripararli.

 

Siccome ne le mutazioni casuali ne la selezione naturale sono capaci di svolgere le quattro funzioni di allarme/riparazione, l'evoluzione Darwiniana non può aver generato gli innumerevoli esempi di funzioni di allarme/riparazione che troviamo negli organismi.

 

In generale la presenza di capacità di allarme/riparazione in un sistema costituisce un'evidenza di disegno.

 

Gli organismi sono modulari, gerarchici, ologrammatici e contengono funzionalità di allarme. Tutti questi sono segni di progetto avanzato.

 

La modularità, la gerarchia, l'ologrammaticità e l'allarmistica costituiscono evidenze di informazione complessa specificata (CSI)? Si. Essi rappresentano quelle superiori configurazioni di CSI delle quali sono intessuti i sistemi grandemente complessi presenti negli organismi viventi.