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Per disegno o per caso?
Redazione  

 

"By Design or by Chance - The Growing Controversy on the Origins of Life in the Universe" (Castle Quay Books, 2004), "Per disegno o per caso? - La controversia crescente sull'origine della vita nell'universo", scritto da Denyse O'Leary è un dettagliato libro-inchiesta sul sempre più attuale dibattito fra le concezioni teleologiche (implicanti un progetto) e quelle anti-teleologiche (implicanti solo il caso e la necessità) presenti nel pensiero filosofico e scientifico moderno.

 

Quali sono i migliori argomenti di queste posizioni antitetiche? La scrittrice canadese, di professione giornalista scientifica, allo scopo di chiarirlo, applica anche in questo campo gli imparziali principi del giornalismo: sentire tutte le voci in causa ed esaminare tutti i fatti disponibili (più di un terzo del libro è costituito da note e riferimenti ad autori, libri, documenti o siti Internet), studiare la storia dei movimenti e delle loro idee, cercare di capire le loro cause e i loro conflitti senza introdurre pregiudizi fin dall'inizio. Confessa onestamente che prima di questa inchiesta durata vari anni non aveva ancora un'opinione salda sull'argomento. Dopo l'inchiesta (molto approfondita a giudicare dal libro stesso) si definisce una "post-Darwinista" e conclude il suo libro con la frase «La grossa notizia è che "il disegno" è ritornato, e per restare». Cosa ha convinto l'autrice ha "sposare" infine la causa dell'Intelligent Design e a non dare credito al naturalismo e al materialismo scientifico, secondo il quale nell'universo nulla ha scopo e tutto è sorto senza un disegno?

 

Prima di tutto le evidenze di disegno che sono attorno e dentro di noi e che aumentano di numero man mano che la scienza avanza. Sia in cosmologia che in biologia molti fatti semplicemente non sono spiegabili senza l'ipotesi del disegno (per esempio l'origine dell'universo e l'origine della vita). Secondariamente, proprio perché lo stile del libro è giornalistico, l'autrice non poteva non mettere alla luce del sole le "risposte" che la nomenclatura evoluzionista ha dato e continua a dare alla nascita e allo sviluppo del movimento del disegno intelligente. Risposte la cui scompostezza stessa è chiaro sintomo di una debolezza mal dissimulata (attacchi personali ai sostenitori del disegno intelligente, tentativi di soffocamento delle idee nella scuola e negli istituti di ricerca, censura nelle riviste, uso dei mass media per orientare l'opinione pubblica, rovina della carriera accademica, attacchi informatici ai siti, perfino il ricorso a cause legali, etc.). Gli evoluzionisti amano dire che il Darwinismo è certo come la legge della gravità di Newton o la teoria della relatività di Einstein. Ma codeste non hanno mai dovuto ricorrere a questi mezzi per difendersi, perché loro sono vere.

 

Il libro si chiede: cosa differenzia il creazionismo in tutte le sue forme (forme che sono dettagliatamente analizzate) dal disegno intelligente? Cosa hanno in comune? Possono collaborare? Il loro punto in comune è che entrambi sostengono un disegno nella natura e sono quindi inconciliabili con l'evoluzionismo Darwiniano che nega qualsiasi disegno ad ogni livello, sia nel macro che nel micro cosmo. Quale è il rapporto (se esiste) del disegno intelligente con la teologia? Quali sono le implicazioni del "disegno" o del "caso" come paradigmi auto-escludentesi nella scienza, nella filosofia e nella società?

 

Tutti i significati delle correnti passate e presenti che possono essere classificate sotto il nome di evoluzionismo sono studiati. Come si è evoluto il Darwinismo da Darwin in poi? La teoria è diventata più solida o ancora più debole? Gli evoluzionisti sono poi così concordi tra di loro? Non sembra, basti pensare alle liti emblematiche fra R. Darwkins e S.J. Gould che O'Leary non può fare a meno di notare. Su una sola cosa erano d'accordo: non partecipare mai a dibattiti con i creazionisti (per loro anche i sostenitori del disegno intelligente lo sono) per non dare loro legittimità scientifica che (secondo loro) non meritano.

 

Secondo l'autrice le principali obiezioni al disegno intelligente sono: 1 - è semplice creazionismo travestito; 2 - è un ostacolo alla scienza; 3 - solo il Darwinismo è scienza; 4 - non è testabile; 5 - non può essere falsificabile dall'evidenza; 6 - non si assoggetta alla recensione degli specialisti sulle riviste. O'Leary riferisce molto bene le risposte dei teorici del movimento a queste accuse. Allo stesso modo non poteva passare sotto silenzio i problemi del Darwinismo ai quali però gli evoluzionisti non sanno dare risposte altrettanto convincenti.

 

In conclusione pensiamo di consigliare la lettura di questo libro per il suo valore documentativo e storico a tutti coloro che vogliono approfondire i minimi risvolti della controversia fra ID/evoluzione. L'inglese semplice con cui è scritto è abbordabile anche da uno straniero e la materia è trattata ad un livello divulgativo e non specialistico. Molte tavole sinottiche, prospetti con date e note a lato testo rendono la sua comprensione molto facile e ne fanno un'utile e interessante fonte di consultazione.