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Intelligent Design
Redazione  

 

La casa editrice Alfa & Omega ( www.alfaeomega.org ) ha tradotto e pubblicato "Intelligent Design - Il ponte fra scienza e teologia" di William Dembski. È la traduzione italiana del libro "Intelligent Design - The bridge between science & theology", uscito nel 1999 negli USA.

 

Trattandosi di uno dei primi libri che William Dembski ha scritto consente di capire nei dettagli la genesi delle idee di questo autore che, sia dai suoi sostenitori che dai suoi detrattori, è universalmente considerato come uno dei maggiori teorici dell'Intelligent Design, se non il maggiore. L'iter concettuale di Dembski parte da una panoramica storica dei rapporti fra scienza e speculazione teologico-filosofica. Rapporti che, come tutti sanno, sono andati deteriorandosi nel tempo a partire da una concezione della scienza come alleata della metafisica fino a sfociare nell'impostazione puramente naturalistica della scienza moderna, nemica della metafisica. Un'analisi della teoria dei segni ordinari o straordinari come indicatori decisionali utili ad un eventuale inferenza progettuale nei confronti di realtà della natura costituisce il logico punto di partenza dell'argomento.

 

La seconda parte del libro affronta il problema della costituzione di una "teoria del progetto". L'autore si chiede cosa ha comportato l'aver abiurato troppo frettolosamente alla possibilità di sviluppare e usare una tale teoria. Qui interviene forse l'intuizione più fondamentale del movimento intellettuale del disegno intelligente, il quale si chiede, visto che la scienza positivista riduce tutto alla quantità a scapito della qualità, è possibile con strumenti quantitativi determinare se un sistema è progettato? In altre parole il disegno intelligente accetta la sfida del positivismo e lo combatte con le sue stesse armi! Da un punto di vista teorico la misura della qualità tramite la quantità non è mai perfettamente rigorosa per questioni di principio. Ciononostante per paradossale che possa sembrare la quantità ci può informare della presenza della qualità nei sistemi artificiali e naturali e della sua causa ultima, l'intelligenza. In ultimo vengono analizzati questi possibili strumenti quantitativi, che si basano fondamentalmente sulla misura dell'informazione come concepita da C. Shannon e sul calcolo delle probabilità. In questo modo la teoria del disegno intelligente viene ad essere basata sull'informatica e la matematica, due pilastri contro cui le critiche del positivismo metodologico e del naturalismo scientista poco o nulla possono. A questo punto il concetto di informazione complessa specificata (CSI) viene formalmente stabilito e il cosiddetto criterio o filtro di complessità-specificazione applicato ad  un sistema in esame da come output un responso booleano: il sistema è o non è progettato. È spiegato come la CSI non possa essere generata ne dal caso ne dalla necessità (cioè da leggi chimico-fisiche) ne da un miscuglio di entrambi. Un altro merito di Dembski è di aver stabilito - già in questo libro - nel campo dell'informazione una specie di equivalente del principio di conservazione della materia e dell'energia che vale in fisica. Secondo una delle sue possibili interpretazioni, questo principio stabilisce che in un sistema l'informazione non può nascere dal di dentro ma richiede una sorgente esterna. E questa sorgente esterna, se l'informazione è CSI, deve essere necessariamente un agente intelligente.

 

La terza parte della trattazione fa tesoro degli strumenti sviluppati nella parte precedente e, in un certo senso, fa vendetta della situazione illustrata nella prima parte, proponendo una reintroduzione del concetto di progetto nella scienza moderna. Ovviamente le prime due applicazioni che vengono in mente sono quella cosmologica e quella biologica. La prima si è espressa in astronomia e astrofisica nella concezione del cosiddetto "Fine Tuning" o "taratura fine" dell'universo, ovvero nella constatazione che tutto nell'universo è impostato con estrema precisione per ospitare infine la vita. La seconda - come è facile intuire - costituisce una sfida seria e scientifica al Darwinismo e a tutte le concezioni evoluzionistiche basate unicamente sul caso e sulla selezione naturale in biologia. Un eventuale successo dell'Intelligent Design, cioè il ritorno ad una scienza che non escluda aprioristicamente cause intelligenti per la natura, consentirebbe di sanare l'incresciosa situazione storica e intellettuale (o meglio anti-intellettuale) descritta all'inizio, cioè - in due parole - di riconciliare scienza e teologia, e questo da conto del sottotitolo del libro.

 

Molto interessante è anche l'appendice del libro contenente una decina di obiezioni che vari oppositori hanno sollevato alle tesi del disegno intelligente e alle quali l'autore risponde con grande chiarezza e sicurezza.