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La bionica smentisce Darwin
Redazione  

 

Se si analizza la storia della scienza e della tecnica si resta sorpresi quanto spesso le innovazioni tecnologiche debbano la loro ispirazione allo studio della natura.

 

Spesso i sistemi artificiali sono imitazioni di sistemi naturali. Si pensi al braccio di un escavatore meccanico (draga) che imita l'azione di un braccio umano nello scavare; oppure all'ala di un aeroplano che imita l'ala di un uccello. Addirittura è stato coniato un nome particolare per il ramo della tecnologia che si occupa in modo esclusivo dell'imitazione dei congegni e dei meccanismi naturali (in particolare biologici): la bionica o bio-mimetica. A sua volta tale campo della tecnica si suddivide in altre specialità: per esempio la robotica si occupa di imitare l'essere umano nel suo insieme.

 

L'occasione di parlare di questo interessante argomento ci è stata suggerita dall'articolo "The 15 Coolest Cases of Biomimicry" ("I 15 più recenti esempi di bio-mimetica"):

 

http://brainz.org/15-coolest-cases-biomimicry/

 

Qui riassumeremo brevemente i 15 esempi illustrati in tale articolo, il quale in maniera molto sintetica definisce la bionica come "ingegneria ispirata dalla biologia":

 

  • Velcro − il famoso nastro di congiunzione a strappo fu inspirato al suo inventore dai ricci di castagna che si attaccavano sempre al pelo del suo cane.
  •  Raffreddamento passivo − è una tecnica di raffreddamento degli ambienti ispirata dai nidi delle termiti africane. Tali insetti costruiscono alti nidi a forma di torre. In essi praticano aperture in basso attraverso cui entra aria fresca e la convogliano verso delle ciminiere costruite in alto (dalle quali uscirà riscaldata).
  • Nastro Geco − è un materiale rivestito con una peluria finissima (addirittura nanoscopica) che è molto simile a quella che le lucertole geco hanno sulle zampe. Questi milioni di sottili peli esercitano delle forze di van der Waals che assicurano un effetto adesivo molto tenace.
  • Turbine Whalepower - ispirate dalle frange che le balene hanno sulle pinne (e che le rende molto efficienti nei movimenti acquatici) queste pale sfrangiate consentono alle turbine un maggior rendimento rispetto alle pale tradizionali.
  • Effetto loto - Come è noto la superficie delle foglie di loto ha la particolarità unica di essere idrorepellente. Non solo le gocce di acqua scorrono sopra le foglie senza bagnarle ma le puliscono dalle sostanze contaminanti portandole con se. La ricerca chimica sta seguendo questa pista per ottenere innovative materie plastiche e metalliche con proprietà simili.
  • Plastica auto-saldante - Gli organismi hanno in maggior o minor misura la capacità di guarire le ferite. Si stanno studiando delle materie plastiche drogate con resine epossidiche che faranno qualcosa di simile, cioè saranno in grado di riparare piccoli strappi e lacerazioni.
  • Fluidica matematica - Nuove tecnologie fluidiche (riguardanti il movimento dell'aria e dei fluidi in generale) si stanno sviluppando in base a criteri matematici (serie di Fibonacci, spirali logaritmiche, rapporto aureo) che in natura hanno molteplici sorprendenti applicazioni.
  • Fotosintesi clorofilliana - Anch'essa verrà imitata per scindere l'acqua in idrogeno ed ossigeno e riciclare il biossido di carbonio presente nell'atmosfera, il tutto grazie alla luce solare.
  • Auto bioniche - Copiando la forme di alcuni strani pesci tropicali alcuni produttori produrranno auto con aerodinamiche molto sofisticate ed efficienti.
  • Ali a forma variabile - Prendendo ispirazione sia dai pesci che dagli uccelli si stanno studiando ali in grado di cambiare forma in funzione della velocità e delle differenti condizioni di volo.
  • Rivestimenti a riduzione di attrito - Certi pesci (ad esempio squali) hanno una pelle di forma e struttura tale da ridurre incredibilmente l'attrito. Si pensa di fare rivestimenti per navi e aerei, nonché tute con caratteristiche simili.
  • Nano-tecnologia delle diatomee - Si pensa di sfruttare le incredibili capacità di certe alghe per produrre con l'ingegneria genetica nano-dispositivi e nano-tubi dalle molteplici applicazioni mediche e farmaceutiche.
  • Fluorescenza dei pesci - Certi pesci (come le meduse) possiedono delle particolari proteine fluorescenti colorate, la cui imitazione può avere importanti applicazioni mediche e diagnostiche.
  • Robot-insetti - Sebbene l'idea classica del robot è quella antropomorfica, si stanno progettando, per particolari usi industriali e militari, dei robot che copiano molte particolarità degli insetti e dei loro organi.
  • Display-farfalla - Imitando le particolari doti di riflessione ottica delle ali delle farfalle si stanno concependo display a bassissimo consumo, basati su modulatori interferometrici.

 

Questi sono solo gli ultimi esempi di una lunga serie di imitazioni della natura, serie che in pratica è andata e va di pari passo con la storia stessa della tecnica. Tecnica che sembra proprio avere messo in pratica il lungimirante suggerimento di Leonardo Da Vinci quando diceva: "Chi non prende inspirazione dalla natura, che è maestra somma, progetta invano." Bisogna inoltre notare che queste imitazioni artificiali sono sempre molto meno efficienti dei loro modelli naturali (es. le ali di un aereo nel volo sono meno efficienti e versatili delle ali degli uccelli; i sonar artificiali sono rudimentali rispetto agli ecometri dei pipistrelli, etc.).

 

Tutte le belle cose che abbiamo elencato (e tutte le altre precedenti che sarebbe impossibile elencare qui) come possono smentire Darwin (come recita il titolo del nostro articolo)? Seguite questo semplice ragionamento e lo saprete.

 

(1)   L'intelligenza è ciò che crea e perfeziona i sistemi. Fa ciò inserendo in essi quello che la teoria del disegno intelligente chiama informazione complessa specificata (CSI). L'intelligenza è l'unica sorgente di CSI.
(2)   I sistemi tecnologici bionici sono completamente creati dall'intelligenza.
(3)   I sistemi bionici (chiamiamo B la loro CSI) imitano la natura, ma sono meno perfezionati ed efficienti dei modelli naturali che imitano (chiamiamo N la loro CSI), quindi B è minore di N.
(4)   I prodotti della natura non sono creati dall'intelligenza, quindi N è uguale a zero. Questa è la tesi fondamentale dell'evoluzionismo Darwiniano: i sistemi naturali sembrano solo contenere dell'informazione. Ma è solo un'illusione, non una realtà, perché non c'è della vera informazione in essi. Proprio perché non hanno della vera informazione essi hanno potuto evolversi grazie solo al caso e alla necessità.
(5)   Dal punto 3 (B minore di N) e dal punto 4 (N uguale a zero) si deduce che B è minore di zero.
(6)   Dal punto 2 si ha che B è maggiore di zero (l'intelligenza inserisce della CSI quando crea i sistemi artificiali della bionica).
(7)   Quindi abbiamo che B è maggiore di zero e nello stesso tempo B è minore di zero.

 

Questo "paradosso della bionica" è una vera e propria contraddizione logica, ciò che in logica-matematica si chiama "antinomia" o "paradosso logico". Tutte le volte che in logica-matematica si presenta un'antinomia è a causa di una premessa non valida. Quale è nel caso del "paradosso della bionica" la premessa falsa? Siamo sicuri che il lettore di questo sito non ha difficoltà a scoprire che la premessa sbagliata è il punto 4, cioè proprio la tesi fondamentale dell'evoluzionismo. Ecco dimostrato in modo matematico che [anche] la bionica smentisce Darwin!