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L`IQ della natura - Nature`s IQ
Redazione - Staff  

 

Il libro "Nature's I.Q. - Extraordinary animal behaviors that defy evolution" di Balázs Hornyánszky e István Tasi (2009, Torchlight Publishing, USA) tratta di etologia (il campo della biologia che cerca di spiegare l'origine dei comportamenti animali) dal punto di vista del Disegno Intelligente. Gli autori fanno giustamente notare che, per molte caratteristiche anatomiche presenti in natura, deve essere presente un processo comportamentale correlato se una data funzione deve essere svolta. I comportamenti mostrati dagli animali che devono quadrare con certe loro parti anatomiche sono di parecchi tipi: caccia, difesa, collaborazione, linguaggio, volo, migrazione, navigazione, corteggiamento, riproduzione, etc.. Potremmo usare l'analogia del computer per esprimere in modo semplice la principale tesi di questo libro: il software (i processi comportamentali) deve perfettamente concordare con l'hardware (l'anatomia) per raggiungere il risultato desiderato della sopravvivenza.

Konrad Lorenz e molti etologi evolutivi hanno senza successo tentato di mettere in relazione il gradualismo Darwiniano e i comportamenti animali, per spiegare gli innumerevoli esempi di coincidenza tra anatomia e comportamento. In "Nature's IQ" Hornyansky e Tasi smentiscono la tesi gradualistica evoluzionista e interpretano l'evidenza in favore dell'alternativa del Disegno Intelligente.

Un esempio scelto tra molti: la protuberanza bio-luminescente del pesce "pescatore" abissale deve essere mossa con un lento andamento ondeggiante se deve attirare la preda. Qualsiasi altro comportamento intermedio sarebbe inappropriato per acchiappare la preda. Possiamo dire che il pesce "pescatore" è dotato di un "IQ" [Intelligence Quotient = quoziente di intelligenza] che deve essere apparso in concomitanza con la sua anatomia predatoria affinchè fosse utile.

Un altro esempio: la rana americana "dai quattro occhi" ha dei disegni circolari in bianco e nero sulla schiena che sembrano imitazioni di occhi di animali più grandi. Queste rane esibiscono una abilità IQ nell'ergersi sulle loro zampe posteriori e volgere la schiena verso qualsiasi pericolo sia in agguato, rendendo i loro occhi finti il più possibile simili a quelli di una faccia con il risultato di rendersi più temibili al predatore. Questo strano strattagemma non quadra con una spiegazione evolutiva. Come gli autori scrivono: "la simultanea apparizione, tramite mutazioni casuali, dei falsi occhi e della conoscenza di cosa fare al momento opportuno è, a dir poco, altamente improbabile" (p.30).

Alcune specie hanno un aspetto somigliante a certe parti dell'ambiente, una foglia o un rametto per esempio, per tentare di sfuggire ai predatori. Ma essi devono anche ridurre i loro movimenti al minimo affinchè il trucco funzioni. Si potrebbe dedurne che lo stesso progettista abbia disegnato i modelli e le specie che li imitano, nonchè i loro comportamenti.

Specie parassite e collaborative sono equipaggiate con speciali organi di senso per trovare i loro animali ospiti/partner ed espletare modi di coesistenza. In tutti i casi queste specie correlate tra loro sono opportunamente in sintonia nei loro comportamenti e nelle loro anatomie. Il cieco caso Darwiniano non spiega questi fenomeni.

La spiegazione progettuale è che entrambe le caratteristiche anatomiche e i relativi comportamenti di molti animali devono essere sorti contemporaneamente affinchè la relative funzioni biologiche fossero espletate. Per suffragare questa spiegazione gli autori opportunamente ricorrono al concetto della irriducibile complessità di Behe, cioè una complessità inaccessibile all'evoluzione Darwiniana (accumulazione progressiva di mutazioni casuali).

La tesi degli autori in favore del Disegno Intelligente è avvalorata attraverso i molti esempi contenuti nel loro libro e dalle ricche illustrazioni e fotografie abbinate ad essi. In conclusione, "Nature's IQ" fornisce un solido fondamento in supporto al Disegno Intelligente nel campo dell'etologia.