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In una mosca c’è più di quel che sembra
www.creationsafaris.com  

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Mosche e ragni, membri del phylum degli artropodi, possono sembrare piccoli e "meno evoluti" rispetto ai componenti più grossi del regno animale. Ma non si dovrebbe considerare le dimensioni come unica misura dell'abilità.

Il supercomputer della mosca

 

Non avete mai pensato al cervello di una mosca come ad un computer ad alta velocità? PhysOrg lo chiama esattamente così: "i minuscoli cervelli di questi acrobati aereonautici processano i movimenti visivi in frazioni di secondo". Se i giocatori di calcio avessero occhi come quelli, sarebbero in grado di calcolare i loro movimenti come vedessero la palla al rallentatore, dice l'articolo. Immaginate la minuscola dimensione del cervello di una mosca e poi pensate a questo fatto: "un sesto di un millimetro cubo di materia cerebrale contiene più di 100.000 cellule nervose - ognuna delle quali ha molte connessioni con le cellule vicine". Un sottotitolo dell'articolo dice: "Il cervello della mosca supera qualsiasi computer". Pensaci umano. Poi l'articolo specifica: "sebbene il numero di cellule nervose nella mosca sia relativamente piccolo, esse sono altamente specializzate e processano il flusso delle immagini con grande precisione quando la mosca è in volo. Le mosche possono quindi processare in tempo reale una grande quantità di informazioni circa il moto e i movimenti nel loro ambiente - una prodezza che nessun computer, meno che meno se della grandezza del cervello di mosca, può sperare di eguagliare". Ci sono voluti 50 anni per essere in grado di "esaminare la costruzione cellulare del processore del movimento nel cervello della mosca". I ricercatori del Max Planck Institute parlano del cervello della mosca in termini di computer: "i neurobiologi hanno scoperto che la cellula di tipo L2 trasforma in modo specifico i dati e in particolare che ritrasmette solo l'informazione riguardo alla riduzione dell'intensità luminosa alle cellule nervose successive. Codeste poi calcolano la direzione del moto e passano questa informazione al sistema di controllo del volo". Il lettore deve notare che i ricercatori sperimentano su moscerini, che sono fra i più piccoli insetti volanti. Sembrerebbe che sia possibile molta più miniaturizzazione ancora nei dispositivi palmari se gli ingegneri potessero avvicinarsi alla potenza elaborativa com'è miniaturizzata nel cervello della mosca. L'articolo conclude: "gli scienziati vogliono esaminare" - cellula per cellula - i circuiti del rilevamento del moto nel cervello della mosca per capire come essi calcolino l'informazione motoria a livello cellulare. I loro colleghi del progetto congiunto Robotica stanno aspettando ansiosi i risultati".

 

I blinker sincronizzati delle lucciole

 

Un resoconto in Live Science ha trattato delle lucciole che sincronizzano le loro emissioni di luce e ha concluso che ha una funzione di attrazione sessuale. Mentre questo può essere vero, non spiega però i requisiti processivi necessari per sincronizzare a distanza organi biologici emettitori di luce. Può essere che "emettendo gli stessi lampi di luce simultaneamente, i maschi di lucciola mandino una chiara e standardizzata dichiarazione del loro sesso alle femmine" ma come riescono a farlo? L'articolo dice solo brevemente che "il sistema nervoso della lucciola femmina processa segnali visuali" e i benefici che il "flirtare" luminoso sincronizzato può procurare alla femmina piuttosto che una confusione ambientale di luci intermittenti. Un articolo in KnoxNews.com (Knoxville News Sentinel) riferisce del lavoro di scienziati della Georgia Southern University and University of Connecticut sulle lucciole Photinus carolinus delle Smoky Mountains. Codeste possono fare lampeggi sincronizzati "in quasi perfetta sincronia, come i festoni luminosi natalizi di notte". Questo genere di "esibizione spettacolare" è raramente visto all'infuori del sud-est asiatico. Si diceva che era stato osservato anche fra le lucciole americane; ora i ricercatori l'hanno trovato e studiato. Un matematico citato da KnoxNews ha detto che la sincronia può derivare da poche e semplici leggi matematiche. Senza dubbio però è richiesto un data processing ad alta velocità affinchè migliaia di maschi lucciola accendano e spengano le loro luci in modo sincronizzato entro margini di decimi di secondo - e questo senza considerare la meraviglia di organi che possono produrre luce fredda efficiente quasi al 100% su richiesta e sotto un sofisticato controllo del cervello. Knox News ammette che questo è un "mistero solo parzialmente capito". Il ricercatore Andrew Moiseff ha detto: "E` una di quelle cose che vi fa dire ‘wow'". Riguardo a come questa meraviglia sia sorta, Moiseff ha detto a Live Science "Esse [le lucciole] si sono evolute per lampeggiare in sequenze sincronizzate come soluzione a specifiche condizioni ambientali o fisiologiche." Il suo articolo originale in Science (Moiseff and Copeland, "Firefly Synchrony: A Behavioral Strategy to Minimize Visual Clutter," Science, 9 July 2010: Vol. 329. no. 5988, p. 181, DOI: 10.1126/science.1190421) comunque menziona solo l'"l'evoluzione della sincronia" di sfuggita, senza alcuna spiegazione sul come ciò sia nato.

 

Gli occhi dei ragni

 

Se un ragno "saltatore" avesse le nostre dimensioni, sarebbe fra le creature più mostruose. Con i suoi tre paia di occhi che puntano davanti, di lato e di dietro, sembra che sia uscito da un film di fantascienza. Questi occhi hanno capacità di gran lunga più notevoli di quanto si pensasse, dice PhysOrg. Si pensava che gli occhi anteriori fossero input visuali primari. Scienziati della Macquarie University in Australia hanno trovato un modo di "accecare" i ragni (immaginate tale delicato esperimento) lasciando solo gli occhi secondari a vedere. Quindi li hanno legati e hanno prodotto su uno schermo dei puntini come fossero dei moscerini da pedinare. Essi hanno rilevato che i ragni erano bravi a cacciare con le coppie di occhi secondari quasi come con tutti e sei. Ripetendo l'esperimento su 52 individui, hanno trovato "incredibile" che un "perfetto predatore", possa essere così efficiente con la menomazione. Anche senza i loro occhi primari essi possono vedere cose che altri animali hanno difficoltà a vedere. "Pensiamo che queste coppie di occhi siano state sottovalutate dagli scienziati in passato, e possano essere forse il più versatile componente del loro apparato visivo, fornendo loro acutezza dell'immagine e rilevamento del moto", dicono. Tutto ciò implica che il data processing degli input visuali deve essere conseguentemente complicato. Daniel Zurek ha detto: "E`stupefacente come questi animali, che hanno un corpo lungo solo 12 millimetri e un cervello che è una frazione di quello di un ape, abbiano sviluppato un sofisticato apparato visivo che copre quasi 360 gradi con una così alta risoluzione". Gli occhi multipli consentono di "spartire differenti compiti visivi" egli dice "ed è probabile che questo approccio modulare consenta al ragno di essere all'altezza del lavoro computazionale della visione". Gli umani, con appena due occhi che guardano in avanti, sembrano privi della vista in confronto. Ma essi saranno contenti di sapere che la preda favorita del ragno "saltatore" è la comune mosca domestica.

La morale in questi sorprendenti racconti è sempre la stessa: (1) la sofisticazione biologica è molto più grande di quanto si sia mai pensato, e (2) l'evoluzione, quand'anche sia menzionata, è una patetica favola sovrapposta alla realtà. Essa non fornisce alcun potere esplicativo ed è meramente assunta a priori. Il racconto evolutivo è come un poster politico appeso ad un edificio. Non fornisce ne fondamento, ne supporto ne alcuna funzione relativa all'edificio; distrae solo l'attenzione dall'architettura progettata dall'intelligenza che vi è dietro.