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Il vostro riparatore DNA ha la destrezza di un polipo
www.crev.info  

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Circa 10 volte al giorno in ogni cellula, il vostro DNA si spezza in entrambi i suoi due filamenti. Si tratta di un emergenza. Se non riparata velocemente si possono sviluppare gravi malattie, come il cancro. Ma niente paura: il primo a rispondere è un complesso proteinico a forma di polipo che corre a soccorso, si avvolge attorno al sito danneggiato, e raggruppa tutte le parti necessarie alla riparazione. Tali acrobatici meccanismi nella cellula solo ora vengono chiaramente investigati.

 

Un comunicato stampa del Scripps Research Institute descrive questo stupefacente sistema di riparazione chiamato MRN con le sue tre sotto-unità proteiche (Mre11-Rad50-Nbs1; vedi Science Daily). I ricercatori volevano capire come l'MRN "può riparare il DNA in un numero di modi intricati differenti che sembra impossibile da parte di proteine a scopi generici", dice il comunicato stampa. Queste proteine non sono agglomerati statici di aminoacidi; invece essi ha parti dinamiche che si muovono e interagiscono. Il "motore" del sistema, detto Rad50, "è una proteina sorprendentemente flessibile che può cambiare forma e addirittura ruotare in funzione del compito da svolgere". Ecco la parte "polipo" della storia:

 

"Gli scienziati dicono che le parti del complesso, quando sono pensate insieme come un sistema unico, sembrano un polipo: la testa consiste di una macchina riparatrice (il motore Rad50 e la proteina Mre11, che è un enzima capace di rompere i legami fra gli acidi nucleici) e le braccia del polipo sono fatte di Nbs1 che può raccogliere le molecole necessarie per consentire alla macchina riparatrice di rammendare i filamenti."

 

Essi hanno visto "un mucchio di attività" nell'operazione di riparazione. Per prima cosa, il sistema deve valutare il danno:

 

"Quando l'MRN avverte una rottura, attiva un allarme per avvertire la cellula di interrompere la divisione cellulare finché la riparazione non è stata fatta. Quindi si connette all'ATP (una sorgente di energia) e ripara il DNA in tre differenti modi, a seconda che due capi dei filamenti siano da riunire o che le sequenze del DNA debbano essere replicate. "Lo stesso sistema deve decidere l'estensione del danno ed essere in grado di fare svariate cose, - dice John Tainer (Scripps Research Professor) - il mistero era come può fare tutto ciò."

 

Tainer descrive come alcune delle parti interagiscono: "Rad50 è come una fune che può tirare. Sembra essere un sistema dinamico di comunicazione con le altre molecole" dice. Esso usa l'ATP, la moneta corrente dell'energia della vita, per acquisire la forma: "Quando non è legato all'ATP, Rad50 si raggomitola ad anello che presumibilmente si attorciglia attorno al DNA per ripararlo".

 

Come un insieme di proteine possa rendersi conto di una rottura, migrare sul sito del danno, stimare l'estensione dello stesso e scegliere la migliore opzione di riparazione, collaborare con altri strumenti, procurarsi delle parti e mettere tutto insieme come prima è sicuramente una delle meraviglie della biologia, venute alla luce solo grazie a queste nuove tecniche di osservazione. La ricerca è stata finanziata dal National Cancer Institute, dal National Institutes of Health, dal Department of Energy, e publicata in Nature Structural and Molecular Biology, March 27, 2011.

 

Il riassunto non menziona l'evoluzione eccetto che per dire che tutte le parti sono "conservate" (non evolute) attraverso tutti gli esseri viventi. I ricercatori hanno studiato questo sistema nel lievito e negli archaea - tra i più semplici dei microbi. Un altro articolo in un giornale diverso ha studiato un'altra meraviglia della cellula senza menzionare l'evoluzione (se non per citare le "proteine conservate evolutivamente"). In PLoS Biology, Linton Traub (University of Pittsburgh) ha discusso come proteine formano vescicole che si immergono nella membrana cellulare per portare dentro delle sostanze dall'esterno della cellula.

 

In "Regarding the Amazing Choreography of Clathrin Coats," Traub descrive l'endocistosi mediata dalla clatrina (vedi 10/17/2003, 05/15/2005, 11/04/2005, 02/02/2010, punto 3). Egli inizia con un riepilogo della scoperta della clatrina, una proteina tri-uncinata che si avvolge attorno alle vescicole come una struttura geodesica, e poi descrive alcune delle ultime scoperte: "Nell'ultimo decennio abbiamo capito che l'assemblaggio di questi componenti basilari è gestito e regolato con precisione in specifici siti-gemme delle vescicole da una quantità di altre proteine addizionali - almeno 40". La constatazione che così tanti attori sono coinvolti in questo critico processo di importazione "mette fine alla speranza che la complessità dell'assemblaggio del rivestimento clatrinico sia molto sovrastimata", egli dice.

 

Questi fatti parlano da se e indicano un disegno intelligente in modo così chiaro che ulteriori commenti sarebbero superflui. E` stata la teoria dell'evoluzione utile a queste ricerche? Certo che no.