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L`assurdo darwiniano dei sistemi di riparazione
Redazione  

 

Abbiamo già visto in articoli precedenti quante sono le assurdità e le contraddizioni del darwinismo (in relazione alla bionica, alla termodinamica, alla sessuologia, etc.). Fra le contraddizioni del darwinismo esamineremo qui quella concernente i sistemi di controllo e riparazione, che è particolarmente chiara e facile da capire.

Quando una cosa è falsa è falsa da tutti i punti di vista. Infatti non può esistere un punto di vista dal quale la cosa diventa vera, dato che è falsa, piuttosto ogni punto di vista manifesta un particolare aspetto della falsità della cosa. Una conseguenza è che, quando una cosa è falsa, il supporla vera ci fa ottenere delle contraddizioni, una per ogni punto di vista dal quale possiamo considerarla. Tutto ciò è semplice logica.

Quando la suddetta costatazione è applicata al darwinismo ci fa capire come esso è falso da tutti i punti di vista e abbia necessariamente delle contraddizioni interne. La falsità del darwinismo è nella sua ipotesi fondamentale della macroevoluzione: tutta la complessità biologica sorse da un unico semplice antenato comune solo grazie alle mutazioni casuali e alla selezione naturale. Codeste - mutazioni e selezione - di per se, non sono false, in quanto esse effettivamente accadono in natura. Nessuno nega ciò e tutti apprezziamo Darwin che studiò la selezione naturale. Il problema è nella sua ipotesi fondamentale macroevolutiva, che è di gran lunga più ambiziosa perché attribuisce alle mutazioni casuali e alla selezione naturale una potenza creativa prodigiosa che esse non hanno neanche in minima parte.

La biologia molecolare mostra che dentro la cellula ci sono molti meccanismi di controllo e riparazione, addetti all'aggiustamento e all'impedimento degli errori genetici. Per esempio ci sono almeno tre fondamentali meccanismi di riparazione del DNA. Senza tali meccanismi la vita sarebbe impossibile perché l'entropia interna della cellula sarebbe troppo elevata e distruttiva. Ognuno di essi comporta un'azione complessa e coordinata di parecchi enzimi/proteine. Vedi per esempio qui:

http://www.web-books.com/MoBio/Free/Ch7G.htm

Vedi anche il precedente articolo "Il vostro riparatore DNA ha la destrezza di un polipo".

In generale, nella sua forma più semplice, un sistema B di controllo-riparazione su un sistema A è composto di almeno due parti principali: un'unità di controllo o allarmistica e un'unità di riparazione vera e propria. Vedi lo schema seguente:

 

L'unità di controllo è in qualche modo capace di captare uno scenario di input X da uno specifico punto della struttura o dello spazio degli eventi del sistema A. X è confrontato con uno scenario giusto predefinito Y e il risultato è un valore Booleano si/no. Questo confronto tra X e Y e relativa decisione non è affatto una cosa triviale perché implica che il sistema di controllo sappia in un certo senso cogliere la differenza fra situazioni di funzionamento corretto e situazioni di malfunzionamento in un particolare punto del sistema A. Se il risultato del confronto "X concorda con Y?" è 'no' allora viene in qualche modo scatenato l'intervento dell'unità di riparazione. A sua volta l'unità di riparazione effettua un'azione Z sul sistema A per aggiustare completamente o almeno parzialmente la situazione anomala X. L'unità di riparazione deve avere una specie di tabella di corrispondenza abbastanza ricca tra le possibili coppie di situazioni X,Y e le azioni Z da intraprendere per risolvere il problema X. In un certo senso un feedback o loop deve essere creato tra il sistema controllato A e il sistema di riparazione B. In un altro senso potremmo addirittura dire che in molti casi tra A e B deve esistere dell'informazione complessa specificata accoppiata cCSI (vedi l'articolo "Il sesso smentisce Darwin"). Sistemi di allarme e riparazione di tutti i generi sono progettati in ingegneria, ma nonostante la semplicità dello schema di cui sopra, essi sono per niente facili da implementare.

Nella vita pratica chi usa sistemi, macchine, attrezzi, utensili sa bene con quale frequenza essi si rompano e nella maggior parte delle volte il sistema di controllo e riparazione è sempre purtroppo ... l'uomo. Di norma le cose si rompono e non si riparano da sole. Se non sono in grado di ripararsi da sole a maggior ragione esse non si creano da sole, come pretenderebbe l'evoluzionismo biologico a proposito degli organismi, che sono molto più complessi dei sistemi costruiti dall'uomo.

A questo punto di fronte alla presenza di sofisticatissimi sistemi di riparazione nelle cellule (e in tutti gli apparati a livello gerarchico funzionale superiore ad esse) uno si potrebbe chiedere perché i processi darwiniani creano sistemi a correzione di errore, come la biologia evoluzionista pretenderebbe.

Cosa sono le mutazioni casuali se non errori? Se i processi darwiniani non sono basati sugli errori non sono darwiniani affatto. Il darwinismo ci dice che esso ha bisogno di errori e nello stesso tempo crea meccanismi per eliminarli? Assurdo! Esso dovrebbe crearne, non eliminarli gli errori, in modo da accelerare la macroevoluzione che è il suo scopo. Non si può avere entrambe le cose: o i processi darwiniani sono basati sugli errori del DNA e allora non creano dei meccanismi per cancellarli o i processi darwiniani creano dei sistemi per eliminare gli errori e allora essi non possono essere basati sugli errori per creare gli organismi.

La conclusione è che l'esistenza dei meccanismi di controllo e riparazione è incompatibile con il darwinismo in principio. Siccome tali sofisticati sistemi riparatori esistono a tutti i livelli nei sistemi biologici, allora la cosa da scartare per evitare la contraddizione logica è il dogma darwinista.