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National Geographic nasconde le debolezze del Darwinismo
Jonathan Wells (Discovery Institute)  

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Darwin aveva torto? Nel numero di Novembre 2004 della rivista National Geographic (qui), David Quammen risponde a questa domanda con un sonante "NO. L'evidenza dell'evoluzione è schiacciante". 

Secondo Quammen, molta gente che rifiuta la teoria dell'evoluzione di Darwin lo fà per ignoranza, quindi procede a elencare alcune evidenze a favore della stessa. Ma le evidenze che illustra sono esagerate, e i problemi relativi sono ignorati.     

Quammen spiega che la teoria di Darwin ha due aspetti: il "fenomeno storico" che tutte le specie di esseri viventi discendono da antenati comuni, e il "principale meccanismo che genera quel fenomeno",  cioè la selezione naturale. L'evidenza mostrata da Darwin, continua, "principalmente rientra in quattro categorie: biogreografica, paleontologica, embriologica e morfologica". 

La prima categoria include l'evidenza di specie simili in habitat vicini, come i fringuelli delle isole Galapagos; la seconda include l'evidenza dei reperti fossili, come gli animali simili ai cavalli che precedettero i cavalli moderni; la terza include l'evidenza  delle somiglianze negli embrioni che - si suppone - puntino al loro antenato comune. 

Tutte e tre queste categorie hanno problemi su cui  Quammen sorvola. Per esempio, la storia dei fringuelli delle isole Galapagos è complicata dal fatto che quelle che originariamente sembravano tredici specie si interfecondano una con l'altra - nonostante la teoria di Darwin consideri l'interfecondazione impossibile fra specie separate. 

I fossili dei cavalli sono una questione molto più complicata di quanto Quammen dice; attualmente l'"albero genealogico" sembra più un cespuglio aggrovigliato con rami ben separati piuttosto che una linea retta fra antenati e discendenti. Quel che è peggio è che Quammen ignora l'"esplosione del Cambriano", nella quale molti dei maggiori gruppi ("phyla") di animali comparvero in un tempo geologico molto breve con nessuna evidenza di fossili di antenati comuni - un fatto che Darwin stesso considerava un "serio" problema che "può essere veramente considerato come un valido argomento contro" la sua teoria.     

In ultimo, gli embrioni non dimostrano cosa Darwin pensava mostrassero. Secondo Quammen, l'evoluzione è implicita nel fatto che "gli stadi di sviluppo nei quali gli embrioni passano prima della nascita o schiusa riepilogano gli stadi anteriori della storia evolutiva". Darwin (citato da Quammen) pensava che "l'embrione è l'animale in un suo stato meno modificato", uno stato che "rivela la struttura del suo progenitore". Questa idea - che gli embrioni passano attraverso stadi della storia evolutiva e quindi mostrano i loro antenati - è una ripetizione della famosa ipotesi "l'ontogenia ricapitola la filogenia" del Darwinista tedesco Ernst Haeckel, una dottrina errata che eminenti esperti confutarono più di un secolo fa. 

E` veramente la quarta categoria di Quammen, la morfologia (cioè la forma anatomica) -  quella che Darwin stesso (citato da Quammen) chiamava la "vera anima" della storia naturale - quella che fornisce le basi per le altre tre. In ogni categoria, la somiglianza nella morfologia ("omologia") è interpretata come segno di parentela evolutiva. Secondo Darwin, caratteristiche in differenti organismi sono omologhe perchè esse sono ereditate da un antenato comune attraverso un processo che lui chiama "discendenza con modificazioni". 

I biologi che descrivevano l'omologia un decennio prima di Darwin, comunque, l'attribuivano alla costruzione o creazione di un comune archetipo o progetto.

Come si può determinare se l'omologia negli esseri viventi deriva da un antenato comune o da un progetto comune? Il semplice evidenziare le somiglianze non basta, come il biologo Tim Berra involontariamente ha mostrato quando ha usato il paragone dei differenti modelli di automobili Corvette per illustrare la "discendenza con modificazioni" nel suo libro del 1990, "Evolution and the Myth of Creationism".

Nonostante Berra scriva che "la discendenza con modificazioni è lampante" nelle Corvettes, tutti sanno che le somiglianze nelle automobili sono dovute ad un progetto e non a una discendenza. Solo dimostrando che una Corvette può trasformarsi in un altro modello per mezzo di processi naturali si potrebbe eliminare il progettista. Analogamente, il solo modo scientifico per dimostrare che le somiglianze nei viventi sono dovute ad un comune antenato sarebbe identificare il meccanismo naturale che li produsse. Secondo la teoria di Darwin, tale meccanismo è la selezione naturale. 

Cosicchè le quattro categorie di evidenza su cui Darwin contava per puntellare la sua teoria del fenomeno storico dell'evoluzione si basano, in definitiva, sulla sua ipotesi del meccanismo dell'evoluzione. Cosa prova che il meccanismo di Darwin funziona?    

La principale prova che Quammen cita è la resistenza degli antibiotici. "Non c'è migliore e più immediata evidenza della teoria Darwiniana", scrive Quammen, "del processo di forzata trasfomazione tra i nostri nemici germi". 

Forse; ma allora la teoria di Darwin è in guai seri. Perchè la resistenza agli antibiotici comporta solo variazioni minime entro le specie di germi esistenti. Nelle piante e negli animali, tali variazioni sono conosciute da secoli prima di Darwin. Nessuno dubita che essi possano succedere, o che essi possa essere prodotti dalla selezione. Ma Darwin ipotizzava molto di più, cioè che il processo della selezione potesse produrre nuove specie - addirittura tutte le specie dopo la prima. Per questo motivo Darwin intitolò la sua opera principale "L'origine delle specie" e non "Come le specie esistenti variano nel tempo".

Nessuno ha ancora osservato l'origine di una nuova specie per selezione, naturale o no. I batteri dovrebbero essere gli organismi più facili nei quali osservare questo, perchè i batteri possono produrre migliaia di generazioni in pochi mesi, e su di loro si possono applicare artificialmente potenti agenti mutageni e quindi produrre una intensa selezione. Nondimeno, in più di un secolo di ricerche nessuna nuova specie di batteri è emersa. Quammen cita dei biologi Darwiniani che affermano di aver prodotto "specie iniziali", ma ciò si riferisce soltanto a differenti stirpi della stessa specie che i ricercatori credono - in teoria - poter eventualmente diventare nuove specie. Quando si tratta della validità di una teoria, simili extrapolazioni teoriche difficilmente costituiscono una "lampante conferma" della stessa. 

Per cui le "prove" della teoria Darwiniana che Quammen presenta non la confermano affatto. Biogreografia, paleontologia, embriologia e morfologia si basano tutte sull'omologia, e il solo modo di determinare se le omologie sono dovute ad unica discendenza piuttosto che ad un unico disegno è fornire un meccanismo naturale. Il meccanismo di Darwin, la selezione naturale, non è mai stato visto produrre una nuova specie. Le teorie scientifiche (Quammen lo sa) non dovrebbero essere accettate come articoli di fede, ma solo sulla base dell'evidenza. Le evidenze essendo queste, ogni persona ragionevole ha ragione nel dubitare della teoria di Darwin.     

Come Quammen nota all'inizio del suo articolo, sondaggi demoscopici condotti negli ultimi venti anni hanno mostrato chiaramente che solo il 12% degli Americani accetta la teoria di Darwin che "gli uomini si sono evoluti da altre forme di vita senza l'intervento di Dio". Il riferimento a "Dio" è significativo perchè mostra che la scienza non è l'unico attore nella vicenda: il Darwinismo stesso fa affermazioni religiose e filosofiche. Il Darwinismo è legato al naturalismo, la filosofia per cui la natura è la sola cosa reale mentre Dio è immaginario - o almeno non necessario. Non sorprende quindi che molta gente rifiuti il Darwinismo su basi religiose. Nondimeno, dice Quammen, molti Americani sono antievolutionisti solo a causa della "confusione e ignoranza", perchè "essi non hanno mai seguito un corso di biologia che tratti dell'evoluzione ne letto un libro che descriva chiaramente tale teoria". 

Come persona con una laurea in biologia a Berkeley, io non accetto la caratterizzazione che Quammen fa dei critici di Darwin come confusi e ignoranti. Al contrario, l'articolo di Quammen rende particolarmente chiaro perchè è del tutto ragionevole dubitare del Darwinismo: la sua evidenza non è per niente "lampante". 

La dichiarazione "No Child Left Behind Act" del 2001 richiede che ogni stato [degli USA] formuli degli standard per l'istruzione scientifica. Come guida per interpretare la legge, il Congresso ha anche distribuito un "Conference Report" dove si riconosce "che un'instruzione scientifica qualitativa dovrebbe preparare gli studenti a distingure i dati e le teorie testabili della scienza dalle affermazioni filosofiche o religiose che sono fatte in nome della scienza. Se ci sono argomenti che possono dare adito a controversie (come l' evoluzione biologica) il curriculum scolastico dovrebbe aiutare gli studenti a conoscere l'intera gamma delle tesi scientifiche esistenti, nonchè i motivi per cui tali argomenti generano dibattito e come le scoperte scientifiche possano modificare profondamente la società". 

In altre parole, gli studenti dovrebbero essere incoraggiati a distinguere le attuali evidenze della teoria di Darwin dalla filosofia naturalistica che la accompagna. Inoltre agli studenti dovrebbe essere insegnate non solo le evidenze della teoria, ma anche perchè la gran parte di esse è controversa. Il Congresso lo raccomanda; la maggioranza degli Americani concorda; e la vera scienza lo richiede.      

Quammen afferma che l'evoluzione è "più cruciale ora al benessere umano, alla scienza medica, alla nostra conoscenza del mondo di quanto lo sia mai stata". Nessun paese nella storia ha mai dato tanti contributi al benessere e alla scienza medica dell'America. Non è una coincidenza che la stragrande maggioranza dei cittadini della nazione di maggior successo scientifico della terra sia scettica circa la teoria di Darwin? Non penso. Come scienziato, mi sembra che un sano scetticismo sia essenziale per una scienza valida. Questo però si applica a tutte le teorie, quella di Darwin inclusa. 

Se l'articolo di Quammen avesse accuratamente presentato non solo l'evidenza della teoria di Darwin, ma anche i problemi che vi sono connessi, avrebbe potuto costituire un valido contributo alla letteratura scientifica in America. Purtroppo invece il suo articolo non è altro che un pezzo di propaganda elegantemente illustrato. I lettori di National Geographic meritano di meglio.