Purple Hearts
Main menu
Home
English
Scopo del sito
Mappa del sito
ID in pillole
Links
Ricerca
Libri stranieri
Libri italiani
Documenti
Contatto
Administrator
Login
Username

Password

Remember me
Forgotten your password?

RSS

Dossier Specchio sull`evoluzione
Redazione  

 

La rivista Specchio (1 ottobre 2005) appendice culturale del quotidiano torinese La Stampa ha pubblicato un dossier dal titolo "Eppure siamo tutti figli dell'evoluzione". Si tratta di uno dei tanti articoli propagandistici scritto con l'intento di influenzare coloro che, non avendo modo di approfondire i temi, possono essere convinti facilmente (o almeno così si spera). Non manca per esempio, fotogramma per fotogramma, la sequenza della trasformazione dalla scimmia all'uomo, che è sempre di sicuro effetto. 

Il sottotitolo recita: "I creazionisti in America, i riformatori della scuola in Italia: la teoria di Darwin continua a suscitare polemiche. Ma per la scienza non ci sono dubbi ..." (pag. 69). Invece i dubbi ci sono, se per esempio più di 400 scienziati negli USA hanno firmato una dichiarazione di non credere al Darwinismo:http://www.discovery.org/scripts/viewDB/index.php?command=view&program=CSC%20-%20Views%20and%20News&id=2732  

Nella parte dell'articolo intitolata "A scuola c'è bisogno di Darwin" si afferma "Le sue scoperte sono alla base della ricerca scientifica moderna. Il suo pensiero è il nucleo della nostra cultura. Ed è seguendolo che siamo arrivati al DNA". E ancora: "Senza Darwin non si capisce la vita [...] E` l'unico modo che abbiamo per ordinare la biodiversità interpretandone la storia" (pag. 73 e 75). Anche su questo ci sono fior di scienziati che dissentono. Vedi per esempio questo articolo di The Scientist dove si afferma che la teoria evolutiva è praticamente inutile nelle ricerche di laboratorio in biologia e genetica:http://www.the-scientist.com/2005/8/29/10/1  

Questa "inutilità" dell'evoluzionismo sul fronte della ricerca scientifica più spinto è facilmente spiegabile se si pensa che non è vero che "l'evoluzione è insieme un fatto e una teoria" come dire il dossier (pag. 75), bensì solamente un'ideologia.  

La parte più "tecnica" del dossier è rappresentata dal sotto-articolo "Ogni passo avanti nella ricerca è una conferma" (pag. 74). L'articolista palesemente cerca di riassumere l'articolo di Nature (n.415, 21 febbraio 2002) intitolato "Hox protein mutation and macroevolution of the insect body plan": http://www.nature.com/nature/journal/v415/n6874/abs/nature716_fs.html  

I tre autori di tale articolo hanno condotto delle ricerche su particolari geni omeotici e su certe proteine che avrebbero relazione con i segmenti addominali e i relativi arti nei crostacei e negli insetti. Non sorprende poi più di tanto che queste relazioni ci siano e siano state scoperte. Però l'articolo di Nature non traccia assolutamente un percorso preciso (inteso geneticamente e morfologicamente) di trasformazione totale dai crostacei agli insetti, come invece l'articolista dello Specchio vuole farci credere quando scrive che: "un gruppo di genetisti ha identificato e riprodotto due piccolissime mutazioni portatrici di grandi effetti avvenute 400 milioni di anni fa: quelle due mutazioni hanno fatto compiere il balzo evolutivo che va da un artropode, l'Artemia, un minuscolo scampo usato come cibo per i pesci degli acquari, alla famosa Drosophila, il moscerino della frutta" (pag. 74). Come al solito i divulgatori esagerano di molto i risultati degli scienziati. Quando più sopra abbiamo parlato di "ideologia dell'evoluzionismo" avevamo in mente anche questo aspetto.  

Il dossier riporta anche i due disegni raffiguranti i due animali. Ora noi sfidiamo chiunque, anche solo guardando i due disegni, e per quanto digiuno di biologia e zoologia, a dire che fra l'Artemia e la Drosophila non ci sono un numero impressionante di differenze morfologiche fondamentali (e questo solo considerando la forma esterna)! Altro che numero di zampe, essi sono differenti in quasi tutto. Ora ci si viene a dire che "due piccolissime mutazioni" - ovviamente casuali - hanno fatto il miracolo di questa trasformazione. Vedere per credere (figura tratta dal sito di Nature):

 

Per fare un paragone meccanico, sarebbe come dire che da un camion multi-assi si è ottenuto, con "due piccolissime modifiche" un aereo. Per fare un paragone informatico, sarebbe come dire che da un programma di elaborazione testi, con "due piccolissime modifiche", si è ottenuto un software per la simulazione di volo. Chiunque abbia lavorato in informatica sa che nel software possono esserci singole istruzioni che scatenano subroutine anche molto complesse completamente diverse. Considerato che il DNA è software non c'è quindi da stupirsi che singoli geni di livello gerarchico elevato possano triggerare eventi morfologicamente importanti. Però da qualche parte l'informazione ci deve essere. Essa non spunta mai gratis. Che si trovi in una subroutine (leggasi segmento di DNA) piuttosto che in un altro non cambia la morale. Se l'artropode e l'insetto sono quello che sono (e sono così differenti fra di loro) l'informazione relativa alla loro complessità non può essersi generata da sola dal nulla. Questo significa in soldoni che l'Artemia avrebbe dovuto contenere fin dall'inizio il progetto della Drosophila. Ma questo è l'opposto di quello che intendono gli evoluzionisti con i loro processi darwiniani di mutazioni casuali. D'altra parte se si arriva a credere alla generazione spontanea della vita a partire da atomi sparsi (cioè l'informazione dal niente) come fanno gli evoluzionisti, allora è possibile tutto.  

Pensierino della sera: quando anche gli ultimi Darwinisti avranno capito i principi della teoria dell'informazione, il Darwinismo sarà messo in soffitta definitivamente.