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Progetto per la vita
Michael Behe (da The New York Times)  

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Le basi per una teoria progettuale delle origini

Bethlehem, Pa. - In concomitanza con i recenti processi circa l'insegnamento dell'evoluzione Darwiniana, c'è stata una corsa a dibattere i meriti della teoria rivale dell'"Intelligent Design". Essendo uno degli scienziati che ha proposto il progetto come spiegazione dei sistemi biologici, ho trovato una notevole confusione su quello che l'"Intelligent Design" è e non è. 

Primo, cosa non è: la teoria dell'"Intelligent Design" non è un'idea basata sulla religione, anche se i devoti che si oppongono all'insegnamento dell'evoluzione la citano nei loro ragionamenti. Per esempio, un critico recentemente ha caricaturato l'"Intelligent Design" come il credo secondo il quale se evoluzione ci fu non potrebbe mai spiegarsi con la selezione naturale di Darwin ma potrebbe solo essere stata diretta da un creatore onniscente. Ciò è forviante. I proponenti dell'"Intelligent Design" mettono in dubbio che le mutazioni casuali e la selezione naturale siano in grado di spiegare completamente la profonda struttura delle vita. Me essi non mettono in dubbio la [micro]evoluzione. Inoltre   l'"Intelligent Design" non dice niente circa il concetto religioso di creatore.

 La moderna teoria dell'"Intelligent Design" è basata sull'evidenza fisica e sulla diretta applicazione della logica. Il suo ragionamento consiste in quattro affermazioni concatenate. La prima è esente da repliche: noi spesso possiamo riconoscere gli effetti della progettazione nella natura. Per esempio, forze inintelligenti come la tettonica a placche e l'erosione sembrano del tutto sufficienti per spiegare l'origine della Montagne Rocciose. Ma esse non lo sono per spiegare il Monte Rushmore [dove sono scolpiti le effigi di alcuni presidenti USA].  

Ovviamente noi sappiamo chi è il responsabile del Monte Rushmore, ma anche chi non ha mai sentito parlare di questo monumento potrebbe capire che è disegnato. Ciò conduce alla seconda affermazione della teoria dell'"Intelligent Design": i segni fisici del progetto sono visibili negli aspetti della biologia. Anche questo è incontestabile. Nel XVIII secolo il teologo William Paley paragonava gli esseri viventi ad un orologio, deducendone che il funzionamento di entrambi indicava un progetto intelligente. I moderni Darwinisti non sono d'accordo con Paley, sebbene anch'essi ammettano che la vita abbonda di apparenze di progetto. 

Per esempio, Francis Crick, il co-scopritore della struttura del DNA, una volta scrisse che i biologi devono costantemente ricordare a se stessi che ciò che essi vedono non è stato progettato ma si è evoluto. (Immaginate uno scienziato che ripete a denti stretti continuamente: "Questo non è progettato. Non lo è." )

La somiglianza delle componenti della vita a meccanismi ingegnerizzati come un orologio è infinitamente più forte di quanto il Reverendo Paley immaginasse. Negli ultimi 50 anni la scienza moderna ha scoperto che la cellula, il vero fondamento della vita, funziona grazie a macchine fatte di molecole. Ci sono veicoli molecolari per trasportare materiale, come pure piccoli motori fuoribordo per spingere una cellula attraverso il liquido. [vedi figura seguente tratta dal libro Darwin's Black Box di M.Behe; oppure vedi filmato di 34 min. qui ]



Nel 1998 un numero della rivista Cell fu dedicato alle macchine molecolari, con articoli del tipo: "La cellula come insieme di macchine proteiche" e "Apparecchiature meccaniche dello Spliceosome: Motori, Orologi, Molle e altro". Riferendosi ai suoi giorni di scuola negli anni '60, Bruce Alberts, presidente della National Academy of Sciences, ha scritto che "la chimica che rende la vita possibile è molto più complessa e sofisticata di quanto noi studenti avessimo mai pensato". Infatti, il Dr. Alberts notava che la cellula nel suo insieme può essere considerata come una fabbrica dotata di una complessa rete di linee di assemblaggio intercomunicanti, ognuna delle quali è composta di un aggregato di grandi macchine formate da proteine. Egli sottolineava che il termine "macchina" non era da intendersi come un'analogia, bensì era da intendersi letteralmente.
 
L'affermazione successiva nell'argomentazione circa il progetto è che non abbiamo alcuna seria spiegazione delle basi della vita che non comporti necessariamente l'intervento dell'intelligenza. Qui è dove i pensatori prendono strade differenti. I Darwinisti affermano che la loro teoria può spiegare l'apparenza di progetto della vita come il risultato delle mutazioni casuali e della selezione naturale agenti in immense durate temporali. Alcuni scienziati invece pensano che la fede Darwinista è ingiustificata. Essi notano che, sebbene la selezione naturale possa spiegare alcuni aspetti della biologia, non ci sono studi o ricerche indicanti che i processi Darwiniani possano fabbricare macchine molecolari così complesse come quelle che troviamo nella cellula.

Gli scienziati scettici delle affermazioni Darwiniane includono molti che non hanno familiarità con le idee dell'intelligent design, come quelli che propongono la teoria della complessità, che pensa che la vita si possa auto-organizzare nello stesso modo in cui si foma un uragano, e quelli che pensano che gli organismi si possano in qualche modo auto-progettare.

La quarta affermazione nella teoria dell'"Intelligent Design" è anch'essa controversa: in assenza di qualsiasi spiegazione non-progettuale convincente, siamo giustificati a pensare che un vero progetto intelligente sia implicito nella vita. Per valutare questa affermazione è importante tenere presente che è la marcata apparenza di progetto biologico che ognuno sta cercando di spiegare, non l'apparenza della selezione naturale o l'apparenza della auto-organizzazione.

La forte apparenza di progetto consente una semplice e disarmante deduzione: se essa somiglia, cammina e starnazza come un'anatra, allora, mancando evidenza del contrario, siamo certi che possiamo concludere che essa è un'anatra. Il progetto non dovrebbe essere scartato solo perchè è il più ovvio.

Alcuni critici affermano che la scienza per definizione non può accettare il progetto, mentre altri dicono che la scienza dovrebbe cercare un'altra spiegazione se per caso che ne fosse una. Ma non possiamo risolvere le questioni riguardo il reale per mezzo di definizioni, ne ci sembra sensato cercare all'infinito della spiegazioni non progettuali del Monte Rushmore. Inoltre, indipendentemente dalle restrizioni che gli scienziati si impongono, esse non limitano l'opinione della gente, la quale pensa - i  sondaggi lo mostrano indubitabilmente e chiaramente -  che la vita fu progettata. Allo stesso modo che molti scienziati vedono un ruolo sia per il disordine evolutivo sia per l'eleganza del progetto.