Purple Hearts
Main menu
Home
English
Scopo del sito
Mappa del sito
ID in pillole
Links
Ricerca
Libri stranieri
Libri italiani
Documenti
Contatto
Administrator
Login
Username

Password

Remember me
Forgotten your password?

RSS

Declino Darwinista (nudo scende una scalinata)
Bruce Chapman (Discovery Institute)  

Documento originale

Dapprima hanno detto che solo gli zoticoni ignoranti mettono in dubbio Darwin. Viene in mente la folla del film "Inherit the Wind" [E l'uomo creo Satana, 1960]. L'immagine è trita ma funziona. Poi, quando Phillip Johnson, un eminente professore di legge a Berkeley venne fuori con "Darwin on Trial", hanno cambiato linea dicendo che era solo un intellettuale, non qualificato a parlare perchè non scienziato.

Poi vennero Behe e Dembski e altri scienziati con credenziali accademiche stellari, cosicchè la replica diventò: sono solo quattro gatti. Quasi tutti gli scienziati rispettabili nel mondo accettano la teoria di Darwin. Quando in risposta il Discovery Institute produsse una lista di, prima 100, e ora più di 400 scienziati ( qui ) abbastanza coraggiosi da confrontarsi con i colleghi con una dichiarazione "Dissento da Darwin", i giudici Darwinisti dissero, bene, abbiamo ancora molti più scienziati che sostengono l'evoluzione (come se questa fosse la questione).

Quindi aggiunsero: se i dubbiosi di Darwin e i sostenitori del "design" vogliono essere presi sul serio devono pubblicare nelle riviste scientifiche recensite. Non importa che i Darwinisti lavorino duro a bloccare sul nascere ogni eretico che sottoponga suoi lavori alle suddette riviste. Nonostante tali tattiche, sempre più critici di Darwin e propositori del "design" hanno cominciato a penetrare nelle riviste scientifiche recensite. Allora i Darwinisti (come nel caso di Sternberg allo Smithsonian) hanno attaccato i direttori delle riviste che permisero tali oltraggi. Nel caso dello Smithsonian, critici Darwinisti con credenziali relativamente mediocri hanno insudiciato la reputazione di un direttore che ha due lauree in biologia evolutiva.

Nel frattempo, i Darwinisti hano deciso di cercare di spacciare la sfida a Darwin come inesistente, specialmente a livello delle direzioni scolastiche. Essi l'hanno definita "non scientifica". Ciò richiede comunque un cambiamento nella definizione di scienza. Tradizionalmente, come da lungo tempo sostenuto, la "scienza" è definita come "un metodo sistematico di investigazione continuata che usa l'osservazione, la prova delle ipotesi, le misure, la sperimentazione, il ragionamento logico e la costruzione di teorie per giungere a più adeguate spiegazioni dei fenomeni naturali" (secondo la recente terminologia di un documento della direzione scolastica nello stato del Kansas). Ma i Darwinisti hanno una diversa e nuova definizione, che la scienza è "l'attività umana che cerca spiegazioni naturali per ciò che osserviamo nel mondo intorno a noi". In pratica (come Denyse O'Leary fa notare nel suo blog "Post-Darwinist.com", qui ) ciò significa che la critica è permessa solo se essa esclude il "disegno" fin dall'inizio. In altre parole, la teoria di Darwin, unico caso nella scienza, non può essere messa in dubbio globalmente, perchè ogni critica è per definizione (quella nuova) "non scientifica". Fortunatamente la nuova definizione esiste solo nella retorica Darwinista e non è ancora riuscita a dominare l'insegnamento e la ricerca.

Così i Darwinisti hanno indietreggiato sull'ultima linea di difesa: se chi dissente su Darwin e i sostenitori dell'intelligent design devono prendersi sul serio, essi devono fare scienza in laboratorio, cioè "scienza vera". Come al solito, questa regola non si applica al lavoro dei Darwinisti, solo a quello dei suoi avversari. Come per le riviste scientifiche recensite, i Darwinisti sono preparati a fare il massimo per impedire che i dissenzienti ottengano spazi nei laboratori e riescano a pubblicare i risultati dei loro esperimenti. In altri termini, i cosidetti "standard" dei Darwinisti sono ancora una volta ipocriti. Nonostante tutto ciò, sarà presto evidente che i critici di Darwin e i sostenitori del "progetto" stanno facendo anch'essi scienza sperimentale.

Così, per prevenire che l'incapacità della loro teoria diventi palese, quale sarà il prossimo test che i Darwinisti metteranno su? Non sarà mica un test "religioso" che esamini esplicitamente i motivi presunti invece che l'evidenza e la logica; cioè che ogni scienziato che sia nello stesso tempo personalmente religioso e critico di Darwin è, per questa sola combinazione, cacciato dal dibattito sull'argomento "evoluzione"? Quanto andranno ancora oltre nell'avversare la tradizione della libertà scientifica i sostenitori di Darwin per difendere il loro angolino?

L'Imperatore senza vestiti fece un gran sbaglio nel permettere a chiunque di formarsi un opinione sulla sua nudità. Egli avrebbe dovuto far si che i commenti sul suo nuovo vestito fossero permessi solo a gente munita di Certificato Ufficiale di Osservazione e che nessun certificato fosse stampato. Egli avrebbe anche dovuto far investigare i suoi scagnozzi sulle opinioni personali o sulle associazioni che il fanciullo della fiaba aveva, e anche ogni "scheletro nell'armadio" della sua famiglia. Non si può transigere su queste cose se si vuole evitare l'imbarazzo.