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Il sesso smentisce Darwin - Sex contradicts Darwin
Redazione - Staff  

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La Complessita` Specificata Complementare (CSC)
Darwin considerava la riproduzione sessuata molto importante in natura perché costituisce una sorta di "miscelatore" dei caratteri genetici. Per lui, la riproduzione è un elemento della selezione naturale. Chi ha caratteristiche più desiderabili si riprodurrà maggiormente e in tal modo le caratteristiche migliori diverranno predominanti. Per Darwin la riproduzione era il motore della selezione naturale, perciò ai suoi occhi la sessualità costituiva come una conferma della sua teoria circa l'origine delle specie. Sfortunatamente per Darwin, se la riproduzione sessuata da un certo punto di vista è utile in natura da un altro punto di vista essa smentisce l'evoluzionismo neo-Darwiniano. Le seguenti considerazioni cercheranno di mostrarne le ragioni in modo elementare.
 
Nel regno biologico succede che ci sono organismi dotati di apparati con una forma e delle funzioni perfettamente combacianti con la forma e le funzioni di apparati complementari di un altro organismo. L'esempio tipico è costituito dagli organi maschili e femminili della riproduzione nei mammiferi. Certo gli organi riproduttivi non costituiscono l'unica specie di complementarità che si può trovare nella coppia uomo-donna: questi esseri infatti si complementano in vari modi su tutti i piani esistenziali. E` innegabile che un esempio spettacolare di complementarità come questo evidenzia un progetto comune, del quale l'uomo e la donna sono due forme perfettamente complementari. L'esistenza nel campo biologico della complementarità è in relazione ad un concetto generale che si può chiamare "Complessità Specificata Complementare" (CSC).
 
Per illustrare nel modo migliore questo concetto, conviene prima ricordare molto brevemente una delle nozioni fondamentali dell'Intelligent Design Theory (IDT) che va sotto il nome di "Informazione Complessa Specificata" (CSI). Per farlo l'esempio più semplice da considerare è il linguaggio. Una semplice parola della lingua italiana, composta di pochi caratteri, è specificata ma non complessa. Non essendo complessa potrebbe essere generata dal caso. Una lunghissima sequenza casuale di caratteri è complessa ma non è specificata. Invece un'opera letteraria è una lunga sequenza di caratteri sia specificata che complessa. In questi casi ed in molti altri simili si dice che ci si trova di fronte a "Informazione Complessa Specificata". Ovviamente il concetto di CSI è molto generale e si applica non solo a sequenze di caratteri, numeri o bit ma anche in tutti i casi in cui vi è informazione di qualsiasi tipo. Infatti, il termine "informazione" nella sua accezione più estesa ha a che fare con tutto ciò che possiede qualità, proprietà, attributi, caratteristiche e quantità. Un altro concetto della IDT è quello di "Irriducibile Complessità". Un sistema è irriducibilmente complesso quando perde la sua funzione se è privato anche soltanto di un suo elemento.
 
Ritornando alla "Complessità Specificata Complementare", bisogna notare che essa si distingue dalla CSI per il fatto che, mentre la CSI riguarda un solo sistema, la CSC riguarda due sistemi nello stesso tempo. Pensiamo infatti agli apparati riproduttivi del mammiferi. Tanto per iniziare essi possiedono la caratteristica della "Irriducibile Complessità", la quale nega che essi abbiano dei precursori funzionanti. Con "precursore funzionante" si intende un sotto-insieme del sistema finale che però sia in grado di svolgere ugualmente tutte le sue funzioni. In altre parole, negli apparati della riproduzione, si ha bisogno fin dall'inizio dei gameti, di organi che li generino, di sistemi per metterli in contatto e di sistemi per alloggiare e gestire il prodotto della loro unione, cioè la cellula uovo prima e l'embrione del nascituro poi. Non ci sono leggi naturali ne fattori casuali che possano generare organi complementari come quelli sessuali e riproduttivi. Si può dire che la CSC è una particolare e spettacolare forma di CSI.
 
Gli organi complementari in natura sono ovviamente spiegabilissimi in termini di Intelligent Design. Il maschio e la femmina di una specie sessuata sono due forme perfettamente complementari di un unico comune progetto. Invece l'esistenza degli organi complementari è assolutamente inesplicabile da un punto di vista evolutivo. Questo perché i meccanismi Darwiniani di base funzionano soltanto a livello di un individuo. Invece le funzioni riproduttive in genere funzionano a livello di due individui. Infatti ammettiamo per assurdo che un processo Darwiniano abbia già prodotto un individuo maschio di una certa specie. A questo punto una lunga serie di mutazioni casuali e la selezione naturale dovrebbero generare la femmina della specie. Ma le mutazioni e la selezione hanno bisogno della riproduzione per funzionare. Sfortunatamente la riproduzione non c'è ancora! Qui si vede chiaramente un'altra prova dell'assurdità del Darwinismo. Per definizione la mutazione-selezione è un processo cieco non teleologico. Quindi il sorgere di un organo complementare in un altro individuo (femmina) è da considerarsi del tutto accidentale. Se l'evoluzione Darwiniana di un organo ha una probabilità estremamente bassa allora la contemporanea evoluzione di una coppia di organi complementari è praticamente impossibile. Questo miracolo, già praticamente impossibile per una specie, diviene impossibile all'ennesima potenza se pensiamo che - secondo le ipotesi della teoria neo-Darwiniana - esso avrebbe dovuto verificarsi per tutte le specie sessuate!
 
Esaminiamo con più attenzione la questione. Gli individui maschio e femmina di una certa specie dispongono di apparati esattamente organizzati per interfacciarsi. Dal punto di vista della IDT gli individui di sesso diverso hanno all'incirca lo stesso grado di complessità. Essi sono molto simili ma non identici. Il punto chiave da considerare qui è l'interfaccia fra di loro, che in questo caso si basa sulle loro differenze. Non avrebbe un senso compiuto considerare l'apparato riproduttivo maschile senza tener conto dell'apparato complementare femminile. Ognuno di questi due organismi indipendentemente dall'altro può essere soggetto ai meccanismi dell'evoluzione Darwiniana. Ognuno di questi due organismi può vivere nello stesso ambiente e svolgere funzioni simili. Ma ci sono funzioni altamente complesse che possono essere svolte solo se essi cooperano strettamente per mezzo dei loro organi complementari. Ci troviamo di fronte a qualcosa che ben merita la definizione di "Complessità Specificata Complementare".
 
Nel campo della biologia molecolare si potrebbe vedere una forma elementare di CSC anche nello stretto complementarismo esistente fra le due eliche del DNA. Come è noto il DNA è una macromolecola formata da due sequenze di quattro tipi diversi di basi molecolari (nucleotidi denominati A,C,G,T). Le due sequenze sono interallacciate ad elica lungo tutta la loro lunghezza per mezzo di legami idrogeno che collegano insieme trasversalmente coppie del tipo TA/AT o GC/CG. Questi legami fanno si che se in una soluzione di DNA una molecola incontra una molecola complementare esse si avvolgono insieme. Ciò non succederebbe se questa precisa complementarità fisico-chimica che si sviluppa nello spazio non esistesse. Il DNA umano ha circa tre miliardi di nucleotidi. Dal punto di vista del contenuto informativo il DNA umano può essere considerato una doppia stringa di caratteri di circa sei miliardi di bit (750 Mbyte, all'incirca come un CD-ROM). Siccome il suo diametro è circa due micron, la lunghezza del DNA è circa 500.000 volte il suo diametro. Solo la sua flessibilità gli permette di essere contenuto nei cromosomi.
 
Il concetto di CSC è comunque un concetto generale valido anche al di fuori del campo biologico. Ecco un esempio elementare attinto dalla meccanica: un dado e un bullone. La coppia dado-bullone possiede CSC. Ovviamente potete considerare la coppia dado-bullone come un tutto, ovvero un unico sistema. In questo caso la CSC si riporta al concetto classico di CSI. In questo caso si vede chiaramente che CSC e CSI hanno in fondo la stessa natura, la natura della complessità specificata. Una connessione o giunzione effettuata per mezzo di una coppia dado-bullone possiede irriducibile complessità perché ha bisogno di entrambi i componenti. Dal punto di vista del numero degli elementi si tratta di IC minima (2 soli componenti), ma pur tuttavia effettiva. In generale un'interfaccia funzionalmente complessa tra due sistemi possiede CSC ed è caratterizzata da IC.
 
Un altro esempio più tecnologico di CSC è la comunicazione peer-to-peer tra due computer. Come è noto una coppia di computer può comunicare solo se essi implementano identici protocolli di comunicazione. In altre parole essi devono disporre di due interfacce che si conformino alle stesse specifiche. Queste specifiche comportano diversi livelli, dal livello fisico a quello applicativo (vedi le specifiche OSI relative ai protocolli, specifiche che comportano sette livelli). Queste interfacce di rete in grado di comunicare tra di loro hanno CSC.
 
Questo esempio ci fornisce l'occasione per approfondire maggiormente il concetto di complementarità. E` evidente che la complementarità ha vari gradi e può essere di vari tipi. Confrontiamo i due esempi citati: quello biologico sugli organi riproduttivi e quello artificiale sulle interfacce tra computer. Nel primo caso le interfacce sono molto diverse, nel secondo caso possono essere anche identiche. In verità per parlare di CSC non è necessario che le interfacce siano diverse (come nel caso del sesso e della coppia dado-bullone). Il concetto chiave nella CSC è che il progetto di un'interfaccia deve tener conto del progetto dell'altra interfaccia. In altre parole nella CSC c'è una condivisione di conoscenza. Non si può progettare una CSC senza conoscere entrambi i sistemi. Questo è il vero motivo per cui il Darwinismo è incapace di dare conto della CSC in natura. Perché la selezione naturale, essendo un processo cieco e non orientato ad un obiettivo, funziona solo a sistema singolo, cioè non può condividere la conoscenza di due sistemi.
 
Nel caso dei due computer comunicanti uno potrebbe obiettare che la loro è solo un'interazione. Fermo restando il fatto che si tratta di un'interazione complessa, si può certo dire che la loro complementarità è di tipo diverso dalla sessuazione in biologia. Anche la comunicazione comunque prevede il ruolo di trasmettitore e di ricevitore. Quando la comunicazione è bidirezionale questi ruoli sono svolti alternativamente dai due computer. Quando invece il paradigma implementato è quello client-server il ruolo del server (e quello del client) è svolto sempre da uno stesso computer. Anche qui volendo si può considerare una "polarizzazione", ovvero ruoli diversi. Ma, in ultima analisi, che si tratti di interazione o comunicazione o complementarità, tutte le volte che fra due sistemi si instaura un'interfaccia complessa e specificata, possiamo dire che è presente fra di loro la CSC.
 
In biologia anche l'interfacciamento degli apparati deputati alla riproduzione sessuata può essere considerato a vari livelli (come i protocolli di comunicazione). Infatti possiamo considerare il livello biochimico e quello istologico, il livello genetico e quello morfologico e cosi via. Si noti che a livello genetico i gameti debbono condividere perfettamente la specifica relativa al codice digitale del DNA, cosa non da poco! Quindi anche in questo caso l'interfacciamento spazia su più livelli interpretativi. Questo approccio multi-livello è tipico delle analisi di CSC e CSI relative ai sistemi complessi.
 
Il concetto di CSC diventa particolarmente interessante quando è applicato ai sistemi biologici perché permette di vedere più chiaramente l'impossibilità della macroevoluzione Darwiniana. Siccome la mutazione-selezione si applica solo ad un individuo alla volta, essa è incapace di spiegare il formarsi contemporaneo delle interfacce riproduttive complesse fra due individui. Senza riproduzione non c'è popolazione. Senza popolazione non c'è selezione naturale. In questo senso si può dire che, se la CSI smentisce il Darwinismo, la CSC lo smentisce ancor di più.
 
Due sistemi CSI separati e indipendenti non necessariamente possiedono della CSC. Pensiamo per esempio ad un apparecchio radio e ad un rasoio elettrico. Essi sono due sistemi CSI separati e indipendenti. Essi non comportano alcuna CSC perché essi non devono interfacciarsi in alcun modo. Invece gli organi sessuali maschili e quelli femminili, oltre ad avere entrambi della CSI, dovendo interfacciarsi perfettamente, hanno della CSC. Queste due CSI infatti sono strettamente correlate, interallacciate ed interconnesse sotto tutti gli aspetti. Quindi possiamo dire che la CSC è il risultato dell'interfacciamento di due sistemi CSI. Ovviamente anche la CSI è un concetto relativo all'informazione. Detto in altro modo, sia la CSI che la CSC hanno la stessa unità di misura.
 
Possiamo vedere la cosa sotto un altro punto di vista. Supponiamo di dover progettare due sistemi CSI indipendenti (ad esempio la radio e il rasoio di cui sopra). Sicuramente non avremmo da preoccuparci di alcun problema di interfacciamento fra di loro. Ma immaginiamo di dover progettare due sistemi CSI che debbano interfacciarsi (ad esempio un pre-amplificatore ed un amplificatore finale di un impianto stereo). Ora dovremmo considerare la CSI1 del pre-amplificatore, la CSI2 dell'amplificatore finale e tutti i problemi tecnici relativi al loro interfacciamento (denotiamo tale complessità condivisa con CSC). In un certo senso dovremmo pensare al nostro impianto stereo come un unico sistema. La complessità complessiva di tale impianto sarà quindi la somma delle due CSI e della CSC, ovvero: CSI1 + CSC + CSI2. Vedere la figura seguente:
 

 
 
I valori degli addendi di questa somma e i rapporti fra di loro possono assumere valori molto vari. Possiamo definire il rapporto di integrazione IR come rapporto fra il valore di CSC e la somma delle due CSI: IR = CSC / (CSI1 + CSI2). Nel caso di due sistemi indipendenti e separati il valore di IR è nullo (i sistemi non si integrano in alcun modo, per esempio la radio e il rasoio). Fra gli esempi fatti, è evidente che la coppia dado-bullone ha un rapporto IR molto elevato. Invece nel caso degli amplificatori il valore di IR è basso. Detto in altre parole la componente di CSC può essere preponderante oppure costituire solo una frazione delle componenti CSI. Tutto dipende dalle caratteristiche del progetto complessivo. Ovviamente, tanto maggiore è il peso della componente CSC, ovvero il valore di IR, tanto migliore è il grado di complementarità o di "integrazione" dei due sistemi CSI. Il peso della CSC in questi casi svolge quindi un ruolo decisivo nel giungere ad emettere un verdetto di Intelligent Design nei riguardi dei sistemi in oggetto. Nel campo della biologia notiamo pure che quanto più è elevato il valore di CSC tanto più è smentita l'ipotetica formazione casuale degli organismi.
 
Una possibile obiezione potrebbe essere: non è chiaro perché due cose complementari debbano contenere informazione. Immaginiamo due cose con una forma tale da complementarsi in modo da formare un tutto. Queste due cose debbono per forza avere informazione? La risposta ad una domanda simile comporta l'enunciazione di un principio cosmologico generale: nel cosmo ogni cosa possiede informazione. Una cosa senza informazione semplicemente non esiste. E' quindi sempre una questione di mole di informazioni. Il concetto di CSC, come pure quello di CSI, richiede che la specificazione e la complessità siano entrambi grandi. Se esse lo sono lo sarà anche la quantità di informazione. Per dedurre la presenza di CSC si deve quindi analizzare caso per caso. Quando due cose si complementano non sempre ci troviamo di fronte alla CSC. In una particolare situazione può mancare la specificazione, in un'altra può mancare la complessità. Oppure possono mancare entrambi. 
 
Facciamo un esempio di non-CSC. In un campo di golf una pallina cade in una buca. Qui abbiamo due cose che si "uniscono" in un certo senso. Ma è questo un caso in cui parlare di CSC è esagerato. Perché qui sia la specificazione che la complessità sono basse. Prova ne sia che in natura la casualità e le leggi naturali possono simulare ad un certo grado scenari simili. Si pensi ad una goccia di pioggia che cade in un buco oppure al vento che spinge una pietra e la fa rotolare in una crepa del terreno. Ovviamente le gocce e tantomeno le pietre saranno di forma perfettamente sferica; né i buchi e le crepe saranno perfettamente cilindrici. Ciononostante, quando né CSI né CSC sono presenti la natura può produrre in una certa misura situazioni del tipo che abbiamo descritto. Invece in natura la casualità e le leggi naturali non possono simulare né la vera CSI né la vera CSC.
 
Ecco invece un esempio astronautico di CSC: un modulo spaziale si aggancia alla stazione orbitale. In questo caso sia la specificazione che la complessità sono elevate. Una gran quantità di informazione è implicita nel loro progetto. Ci troviamo di fronte ad un chiaro esempio di CSC.

Visto che per spiegare nel modo più semplice il concetto di CSI siamo ricorsi a esempi tratti dal campo del linguaggio, potremmo chiederci che cosa, in questo stesso campo, potrebbe rappresentare un esempio di CSC. Pensiamo a due libri scritti da autori diversi. Immaginiamo che nel secondo libro siano presenti numerose risposte, commenti, riferimenti od obiezioni a quanto si dice nel primo libro. Si potrebbe dire che fra i due libri c'è della CSC. Un altro esempio più semplice è costituito da una recensione, ovvero da un articolo che tratta di un altro articolo o libro. Oppure si pensi ad un cruciverba. L'insieme delle parole orizzontali costituisce CSI1, l'insieme delle parole verticali costituisce CSI2, il cruciverba esprime la CSC fra di loro. Questo è un esempio di CSC del linguaggio con un elevato valore di IR. Parecchi altri esempi potrebbero essere trovati in molti altri campi.
 
Un'obiezione che alcuni potrebbero sollevare contro il concetto di CSC come inferenza d'Intelligent Design è questa: forse l'universo ha proprio la tendenza a creare delle configurazioni, anche quelle complementari a certe configurazioni già sviluppate. Pensiamo al DNA. Forse fattori naturali sono in grado di dare conto dello sviluppo del macchinario molecolare di trascrizione e traduzione, grazie alla tendenza della natura a creare strutture complementari. La risposta a questa obiezione non è difficile. Un'ipotetica "tendenza della natura a creare strutture complementari [complesse e specificate]" non sarebbe altro che una particolare forma di un'ipotetica "tendenza della natura a creare informazione [complessa e specificata]". Quindi la risposta è identica nei due casi. Il più non può derivare dal meno. L'informazione di qualunque tipo non può derivare da qualcosa di meno di se stessa. Tantomeno l'informazione può derivare dal nulla. Se la natura contiene tutta l'enorme informazione della vita, chi ce l'ha messa, da dove viene? Un universo pieno di informazione senza una causa prima è panteismo bello e buono. Il panteismo è logicamente assurdo.
 
Una domanda che spesso è posta è: certo i computer, i libri e i CD-ROM contengono informazione. Ma tutto il resto contiene informazione? Cosa è veramente l'informazione? La risposta ci costringe ad allargare un po' il nostro angolo visuale. Dicendo che "nel cosmo ogni cosa possiede informazione" in fondo si vuole dire che tutto possiede qualità, proprietà, attributi, caratteristiche, quantità, ecc. Per cui, in una definizione più generale di informazione, essa può svolgere il ruolo di un sinonimo complessivo di tutti i suddetti termini. Ma limitiamoci pure qui a considerare solo l'informazione digitale, cioè quella che, secondo Shannon, si può esprimere con una sequenza di bit (1/0). E` facile rendersi conto che un CD-ROM contiene bit: è sufficiente osservarlo al microscopio per vedere che contiene un numero enorme di buchi (1) e non buchi (0). Un libro contiene caratteri. Per mezzo di una codifica (per esempio quella ASCII) si può convertire ogni carattere in una stringa di otto bit. Una figura contiene pixel (cioè minuscole aree di colore). Per mezzo di una codifica grafica (p.e. JPEG) i pixel possono trasformarsi in bit (è quello che fanno le macchine fotografiche digitali). Anche un brano sonoro può essere trasformato in bit campionando le forme d'onda, cioè "misurando" l'ampiezza in ogni punto dell'onda. Tali numeri possono poi essere espressi in bit. Certo una fotografia di un oggetto non è quasi mai in grado di trasmetterci tutta l'informazione contenuta nello stesso. Addirittura ci sono oggetti che non possono essere fotografati. Si pensi ad un elettrone: siamo sicuri che la fisica atomica attuale è in grado di dirci tutto al riguardo? Pensiamo di non sbagliare dicendo che, in generale, le cose presenti nel cosmo contengono più informazione di quanto si possa esprimere, misurare, quantificare e trasmettere. Ovviamente ciò conduce a prendere coscienza di una fondamentale limitatezza della scienza moderna, quando essa voglia a tutti i costi applicare solo paradigmi riduzionisti e positivisti.
 
Per concludere pensiamo che il concetto di CSC possa aiutare ad accrescere il potenziale esplicativo dell'Intelligent Design Theory nei riguardi di molti scenari presenti nel cosmo.